Lo sviluppo dei giacimenti di gas non convenzionale, cioè di shale gas, negli Stati Uniti verrà d’ora in poi regolato e controllato da una nuova agenzia governativa. Lo ha deciso il presidente Barack Obama, firmando un ordine esecutivo con il quale chiede che si crei una sorta di task force formata da rappresentanti di 14 tra dipartimenti ed agenzie già esistenti. Si legge nell’ordine di Obama:

Anche se la produzione di gas naturale è portata avanti da soggetti privati, e gli Stati sono principalmente dei regolatori delle estrazioni onshore di gas e petrolio, il Governo Federale ha un ruolo importante da giocare nel regolare le attività gasifere e petrolifere sul suolo pubblico e su quello dei nativi indiani, incoraggiando un maggior sviluppo delle estrazioni e del trasporto di gas e istituendo standard di salute pubblica e tutela dell’ambiente sensibili e produttivi per implementare la legge federale e aumentare le misure di sicurezza degli Stati.

La novità è stata presa bene dalla grande industria estrattiva americana che, in una nota diffusa dall’American Petroleum Institute (API), rende noto:

Siamo lieti che la Casa Bianca riconosca la necessità di coordinare gli sforzi delle dieci agenzie federali che stanno rivedendo, studiando e proponendo nuove regole sullo sviluppo del gas naturale dell’hydraulic fracturing.

L’hydraulic fracturing, detto anche fracking, è la contestatissima tecnica utilizzata per estrarre il gas non convenzionale dai giacimenti sotterranei che, secondo i primissimi studi scientifici, potrebbe causare danni tutt’altro che trascurabili all’equilibrio geologico delle zone di estrazione e alle vicine falde acquifere.


Nell’ordine esecutivo di Obama, però, pur comparendo più volte le parole “unconventional gas” non compaiono mai né “hydraulic fracturing” né “fracking”. Questo, per i petrolieri, è già un successo perché dimostra che Obama, che è già in campagna elettorale, ha intenzione di seguire la linea morbida e di non aprire un altro fronte di guerra con il “Big Oil”.

Monitorare lo sviluppo del gas di scisto, ed eventualmente limitarlo, ma senza puntare il dito specificatamente contro la tecnica più criticata. Ciò, di fatto, permette alle grandi sorelle petrolifere di continuare ad estrarre shale gas anche se, d’ora in poi, dovranno collaborare maggiormente con il Governo. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

| RigZone

16 aprile 2012
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I vostri commenti
Ioanrusu95, martedì 12 giugno 2012 alle20:24 ha scritto: rispondi »

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