Obama contro gli sgravi ai petrolieri, ma il Senato li difende

Sconfitta in Senato per Barack Obama e la sua legge che prevedeva la riduzione degli sgravi fiscali alle multinazionali del petrolio: 20 miliardi di dollari che restano nelle tasche di BP, Exxon Mobil, Royal Dutch Shell, Chevron e ConocoPhillips.

Mentre l’Italia discute dei 5-6 miliardi di euro di incentivi destinati ogni anno al fotovoltaico (con tanto di presunte azioni di lobbing segrete), infatti, negli Stati Uniti nascono apertamente alleanze politiche trasversali per difendere il diritto del “big oil” a pagare meno tasse. Barack Obama aveva provato il colpo ma il Senato, con 51 voti favorevoli e 47 contrari, non ha assicurato i 60 voti necessari a far passare l’abolizione degli sgravi fiscali.

A votare contro sono stati anche alcuni senatori Democratici, lo stesso partito di Obama, mentre un paio di Repubblicani hanno saltato il fosso votando a favore. Questo la dice lunga sul sistema di lobbing degli Stati Uniti, assolutamente legale e alla luce del giorno ma forse ancora troppo potente.

L’intenzione di Obama era quella di togliere gli sgravi fiscali al petrolio per rimetterli alle rinnovabili. Perché, paradossalmente, se 20 miliardi di sgravi per cinque anni al petrolio vanno difesi non si può dire la stessa cosa per il credito d’imposta all’eolico, la cui proroga è ancora fortemente in bilico.

Obama, che sta anche lottando per l’introduzione della carbon tax sulle centrali elettriche a carbone, inizia a pensare al futuro e inserisce (o meglio: re-inserisce) i temi ambientali nel suo programma elettorale per le presidenziali, sempre più vicine.


E lo fa anche usando i social media. Sulla sua pagina ufficiale di Google+, ad esempio, il suo staff ha pubblicato la foto di una pompa di benzina con una didascalia molto esplicita che recita:

Mentre i loro profitti salgono, le compagnie petrolifere ricevono quasi 7.610 dollari al minuto di sgravi fiscali. Fanno 4 miliardi l’anno del vostro denaro.

Tutto questo mentre il prezzo della benzina negli USA continua a salire: molti analisti prevedono che entro l’estate verrà raggiunta la soglia psicologica dei 5 dollari al gallone. Cioè circa 1,31 dollari al litro, molto poco per noi europei ma decisamente troppi per l’american way of life.

30 marzo 2012
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