La nutria, nota scientificamente come Myocastor coypus, è conosciuta anche come castorino, sebbene sia più piccola rispetto allo stesso e con una coda tonda. Non è autoctona del territorio italiano ma ha origini americane, in particolare della zona sud quali Brasile, Bolivia, Paraguay, Argentina e Cile. Il roditore e mammifero da tempo ha colonizzato i territori dello Stivale, in particolare la Pianura Padana, la zona del basso Veneto, la costa adriatica fino all’Abruzzo, ma anche Lazio, quindi Sardegna, Campania e Sicilia.

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Come già accennato, un tempo era molto diffusa nella zona dell’America meridionale, ma l’interesse nei confronti della sua pelliccia ha spinto l’uomo alla caccia indiscriminata, gettando l’esemplare quasi nel tunnel dell’estinzione. Per questo, per ovviare alla problematica, il roditore è stato allevato in cattività per favorirne la riproduzione e il ripopolamento della specie, regolandone al contempo la caccia. Gli allevamenti distribuiti lungo il territorio americano hanno segnato la fuga di molti esemplari, che hanno colonizzato molte aree sin nel Canada. Ma la nutria è presente in Europa grazie alla sua introduzione volontaria, un gesto messo in pratica deliberatamente che ne ha perpetrato la diffusione massiccia. In Italia, ad esempio, la sua pelliccia non ha destato l’interesse sperato e, così, gli esemplari sono stati liberati in natura creando danni consistenti.

Fisicamente è un animale di medie dimensioni con un peso che varia tra i 5 e i 10 chilogrammi, con i maschi che risultano più grandi delle femmine. Il manto è marrone scuro, tranne la parte del ventre che appare più chiara. I peli sono lunghi e rigidi e proteggono un sottopelo più soffice, morbido dai toni del grigio. La coda è più corta di tutto il corpo, ma può raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza. Come roditori, le nutrie ricordano molto i castori, possiedono una dentatura con incisivi larghi e robusti, molto sporgenti rispetto al resto dell’assetto. Il corpo risulta compatto, tondeggiante, un po’ goffo e tozzo. Vivono prevalentemente in acqua, per questo le zampe posteriori appaiono palmate con quattro dita, più uno libero che viene utilizzato per pettinare la pelliccia. Quelle anteriori sono più lunghe, non palmate, con artigli utili per scavare. È solita marcare il territorio con un sostanza di origine oleosa, prodotta dalle ghiandole situate accanto al muso e all’ano. Con questo prodotto lubrifica anche il pelo.

Caratteristiche e alimentazione

Il roditore predilige zone dove vi è la presenza di acqua, emergendo solitamente durante la notte. Può rimanere in apnea anche per dieci minuti, alla ricerca di cibo, quindi scava tane e cunicoli complessi oppure utilizza anfratti di altri animali. La nutria vive in piccoli gruppi preferibilmente femminili, dediti alla costruzione di impalcature dove riposare e nutrirsi. Ama cibarsi di prodotti di origine vegetali quali alghe, tuberi, erbe, radici, ma anche prodotti di coltivazione come barbabietole da zucchero, soia, ortaggi, riso, grano e mais e qualche volta piccoli animaletti.

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La sua presenza riduce la vegetazione acquatica, causando anche cedimenti degli argini del fiume. Per quanto riguarda la riproduzione, la femmina può partorire due o tre volte durante l’anno, da un minimo di un cucciolo fino a tredici. La media è di cinque piccoli a parto. L’aspettativa di vita è media: allo stato brado può vivere anche cinque anni ma è facile preda di molti animali quali sciacallo, lupo, giaguaro, caimano, volpe rossa e molti altri.

Come allontanarle

Come anticipato, la nutria è un roditore piuttosto invasivo e la sua presenza è causa di danneggiamento per dighe, sistemi di irrigazione, argini del fiume, quindi coltivazioni. Da tempo è al centro di una campagna utile al suo allontanamento, ma con scarsi risultati. Le tecniche di tipo naturale prevedono repellenti non tossici o velenosi che contengono sostanze sgradite al roditore, costringendolo alla fuga. Per azioni più incisive, è importante coinvolgere l’amministrazione locale, che potrà consigliare la soluzione più rapida e meno cruenta, e solitamente viene impiegata una gabbia-trappola con relativa esca. In Italia l’aggiornamento della legge n. 157/92 ha modificato la tutela nei confronti dell’animale, la sua caccia è comunque illegale come le metodologie cruente e violente che sono sconsigliate.

2 maggio 2017
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I vostri commenti
Rick, mercoledì 30 agosto 2017 alle0:09 ha scritto: rispondi »

Dolci e simpatici? Sono rivoltanti vivono nelle fogne in pratica come grossi toponi

michela, mercoledì 3 maggio 2017 alle16:51 ha scritto: rispondi »

perché allontanarla? sono animali dolci e simpatici non capisco tutto questo livore contro questi splendidi animali.

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