La Camera approva l’introduzione di quattro nuovi reati ambientali nel codice penale. Dopo una prima approvazione giunta lo scorso mese dalla Commissione Giustizia il provvimento supera la prima discussione parlamentare e si avvia verso il definitivo via libera al Senato. Soddisfazione espressa dal presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici Ermete Realacci e da Legambiente.

I nuovi reati ambientali approvati dalla Camera dei Deputati sono quelli di “Disastro ambientale“, “Inquinamento Ambientale“, “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività” e “Impedimento del controllo“, con le possibili aggiunte di: aggravante mafiosa, obbligo di confisca del corpo del reato o di un suo prodotto, condanna al ripristino del danno, ove possibile, oltre alla giustizia riparativa, intesa come pagamento di una multa nel caso non risultino gravi danni o pericoli per la popolazione.

Una riforma di fondamentale importanza secondo la presidente della Commissione Giustizia, Donatella Ferranti:

È una riforma di civiltà che ci mette finalmente in linea con i paesi più avanzati d’Europa. Si parla senza esito da almeno vent’anni di ecoreati, stavolta siamo a un passo dal colmare un vuoto dannoso e ormai immotivato del nostro codice penale.

Un’approvazione attesa vent’anni sottolinea Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, che invita allo stesso tempo a non abbassare la guardia rispetto a un’altra grave minaccia per il territorio italiano come il proposto condono edilizio:

Da venti anni aspettavamo l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale per poter combattere con strumenti efficaci la criminalità ambientale. Si tratta di una riforma di civiltà indispensabile per il nostro Paese. E’ un primo passo avanti per colpire con pene adeguate chi specula e guadagna impunemente danneggiando l’ambiente e mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini.

Questo testo, pur con alcune modifiche migliorative che speriamo di vedere inserite nel passaggio al Senato, rappresenta un progresso per l’Italia, perché può fornire idonei strumenti legali e penali a chi quotidianamente si impegna per difendere il Paese e i cittadini dai rischi legati ad alcune attività illecite in questo settore.

Speriamo che la riforma di civiltà avviata dall’approvazione di questo testo contro i reati ambientali possa continuare anche col rifiuto, da parte della Camera medesima, del Ddl Falanga che riaprirebbe invece i termini dell’ultimo condono edilizio, condannando nuovamente il nostro territorio ad ulteriori devastazioni e pericoli.

27 febbraio 2014
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I vostri commenti
Andrea, domenica 2 marzo 2014 alle11:08 ha scritto: rispondi »

Con grosso rammarico,vedo che la vostra informazione soffre dello stesso male ,della quasi totalità del panorama giornalistico italiano.Siete scandalosamente in malafede,e. lo si capisce dal fatto che non nominate in nessun caso,il promotore di tale legge ;il M5S. Un merito lo avete,state contribuendo con la vostra pessima informazione a mantenerci come libertà di informazioni al 70esimo posto al mondo dietro i paesi africani.Complimenti.

Matteo Della Negra, domenica 2 marzo 2014 alle9:03 ha scritto: rispondi »

Ringraziamo il MoVimento 5 Stelle per la stesura, la proposta e il lavoro fatto per far approvare alle altre forze politiche questa legge.

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