Il 26 febbraio scorso la Camera ha approvato un nuovo pacchetto di misure contro i reati ambientali da integrare al codice penale vigente. Il Ddl n. 1345, fortemente voluto dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, attualmente è però fermo al Senato, in attesa del parere delle commissioni Ambiente e Giustizia.

I provvedimenti già passati all’esame dei deputati mirano a punire più duramente i delitti contro l’ambiente raddoppiandone i tempi di prescrizione e prevedendo delle aggravanti in caso di associazione mafiosa. A questo proposito il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza è intervenuto oggi rivolgendo un appello ai senatori affinché approvino al più presto il disegno di legge, che introduce nel codice penale i nuovi delitti ambientali, soprattutto per evitare che altri gravi crimini cadano in prescrizione come avvenuto nei giorni scorsi per il caso Eternit.

Nello specifico, all’interno del titolo VI-bis “Dei delitti contro l’ambiente“, che verrebbe inserito nel libro II del codice penale, sono presenti 9 nuovi articoli e vengono introdotti quattro nuovi reati:

  • disastro ambientale;
  • inquinamento ambientale;
  • traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività;
  • impedimento del controllo.

Se le pene previste dal nuovo testo dovessero entrare in vigore, il reato di disastro ambientale verrebbe punito con la detenzione da 5 a 15 anni. Chi inquina in modo grave l’ambiente, compromettendo gli ecosistemi, potrebbe scontare fino a 6 anni di carcere e pagare multe fino a 100 mila euro.

Il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti radioattivi prevede dai 2 ai 6 anni di carcere e multe fino a 50 mila euro. Il reato di impedimento del controllo punisce chi ostacola la giustizia o elude i sistemi di vigilanza ambientale con il carcere da 6 mesi a 3 anni.

In caso di ravvedimento e collaborazione con la giustizia, le pene potranno essere ridotte fino a un terzo, a patto però che siano individuati i responsabili e che il danno all’ambiente venga ripagato. I termini di prescrizione per reati ambientali passano da 12 anni e mezzo a 25 anni.

21 novembre 2014
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