Nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici, come interpretarle

A partire da oggi, 30 novembre, anche in Italia arriveranno le nuove etichette energetiche per gli elettrodomestici. Approvate in sede europea alla fine dello scorso anno, diventano una realtà vincolante per produttori e importatori. Questo significa che non solo chi produce in Europa le apparecchiature dovrà adeguarsi, ma anche chi introdurrà lavatrici, frigoriferi e televisioni all’interno dell’Unione da paesi non UE.

Sarà un avvio a doppia velocità: dal 30 novembre si comincerà con frigoriferi, congelatori, apparecchi per la conservazione del vino e televisioni, per chiudere poi il 20 dicembre con lavatrici e lavastoviglie. Le nuove etichette aiuteranno a comprendere meglio i consumi e le capacità degli elettrodomestici, più evoluti rispetto alla precedente “generazione”, introducendo inoltre alcune categorie “supplementari” per l’efficienza energetica.

Andiamo ad esaminare meglio le nuove etichette, in particolare quelle associate ai frigoriferi. Questo particolare tipo di elettrodomestico dispone di due diverse etichette, a seconda della tecnologia che è alla base del suo funzionamento: a 7 classi per quelli con raffreddamento “a compressione” e a 10 classi per gli altri “ad assorbimento”. Questi ultimi dispongono di una classificazione più ampia per via dei loro consumi, generalmente più elevati.

Cambierà quindi la misurazione, che in entrambi i casi partirà da un massimo auspicabile equivalente alla casella di colore “verde scuro” con la dicitura A+++, ma che terminerà per i prodotti a 7 classi (quelli “a compressione”) al “rosso scuro” della lettera D, mentre per quelli a 10 classi (quelli “ad assorbimento”) il riferimento sarà indicato con la G.

Spieghiamo ora gli altri elementi indicati sull’etichetta. Sotto alla gradazione cromatica saranno presenti quattro riquadri indicanti rispettivamente, dall’alto in basso e da sinistra a destra: il consumo annuo espresso in kWh dell’elettrodomestico; la capacità in litri di tutti gli scomparti di conservazione; la capacità in litri della sezione del congelatore; la misurazione della rumorosità in decibel.

Gli apparecchi per la conservazione del vino hanno valori espressi differenti, indicando non la capacità in litri per quanto riguarda il contenuto, ma il numero di bottiglie “ospitabili”. La scala di valori è analoga a quella espressa per i frigoriferi “ad assorbimento”, in quanto come questi ultimi hanno generalmente valori che vanno dalla lettera D alla G.

Decisamente più dettagliate le etichette per lavatrici, dove sono prese in considerazione molte più variabili interessanti. Vediamo come leggerle nello specifico. La scala cromatica è la solita, dal verde scuro per i più efficienti al rosso scuro di quelli con consumi maggiori. I valori di misurazione sono 7, dalla A+++ alla D, mentre sei sono i riquadri informativi, a cominciare dal consumo energetico annuo, sempre espresso in kWh.

Gli altri cinque indicatori sono: il consumo annuo di litri d’acqua; la capacità di carico espressa in chilogrammi (Kg); l’efficienza di centrifuga; i valori di rumorosità in decibel, misurati per il lavaggio a pieno o a mezzo carico. Tutti i dati sono ricavati da un set di cicli di lavaggio svolto con programma “cotone” a 40 o 60°, a pieno o mezzo carico.

Cinque sono invece i riquadri con cui viene completata l’etichetta di efficienza energetica delle lavastoviglie. Scala anche in questo caso a 7 posizioni, costante anche il primo dettaglio riferito al consumo in kWh. A variare sono invece le altre specifiche, in primis con riferimento al consumo annuo di acqua, non più espresso in litri e non più in cicli.

Gli altri valori esprimono la classe di “efficienza di asciugatura”, il carico massimo espresso in “coperti” e la rumorosità, indicata come sempre in decibel. I consumi energetici sono ricavati da un ciclo di lavaggi con stoviglie mediamente sporche e in numero pari a quello di coperti dichiarati nell’etichetta. Come per le lavatrici, non è più indicato il livello di efficienza di lavaggio, che deve per legge essere di classe A.

Chiudiamo con le etichette per le televisioni, che riportano i seguenti valori: consumo espresso in kWh, le dimensioni dello schermo misurate in centimetri e pollici, i watt di potenza per cui è predisposto. Esiste un ulteriore riquadro indicativo, per il quale però non è ancora possibile fornire indicazioni. In merito si attendono ancora ulteriori specifiche dalla Digital Europe, come riportato dallo stesso sito ufficiale d’informazione sulle nuove etichette elettroniche.

30 novembre 2011
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