La ricerca scientifica nell’ambito delle celle solari prosegue di giorno in giorno. È arrivata ad approdare anche a quelle organiche, a basso impatto ambientale. La prassi è sperimentare sempre nuovi materiali che riescano ad aumentare l’efficienza e diminuire i costi.

Un gruppo di ricercatori dell’American Technion Society ha appena scoperto però che basta agire sulla loro struttura per migliorarne l’efficienza del 50% e renderle così sempre più accessibili, leggere e flessibili, tanto che potrebbe diventare normale utilizzarle per rivestire gli edifici.

La scoperta, per la quale è appena stato depositato il brevetto, è stata discussa sul Journal of Applied Physics. Gli scienziati ci sono arrivati cercando di sfruttare tutte le potenzialità di questo tipo di tecnologia. Nir Tessler, professore presso la Facoltà di Ingegneria Elettrica al Technion e direttore del Wolfson Microelectronic Center e del Sarah and Moshe Zisapel Nanoelectronics Center, che fanno capo al Technion-Israel Institute of Technology, spiega:

Nel nostro studio, abbiamo scoperto che la produzione di energia elettrica e l’efficienza della cella fotovoltaica organica sono limitati da aspetti strutturali. Abbiamo dimostrato che i limiti si riferiscono non al materiale, ma alla struttura del dispositivo.

Abbiamo sviluppato un’aggiunta ai sistemi esistenti, migliorando l’efficienza di conversione dell’energia solare in corrente elettrica all’interno della cella, che è passata da un 10% (un livello ritenuto “ad alto rendimento”) ad un 15% (il livello raggiunto il quale gli esperti del settore dicono che le celle solari organiche saranno convenienti), e aggiungendo 0,2 volt alla tensione della cella.

Praticamente è stato incrementato il dislivello di energia tra gli elettrodi semplicemente spostandoli all’interno del sistema. In tal modo è stata accresciuta la tensione e quindi la potenza del processo. I risultati di questa scoperta sono molto promettenti: in futuro potrebbe rappresentare una soluzione efficace e affidabile per produrre energia anche in luoghi ora isolati. Nel frattempo i ricercatori stanno continuando il loro lavoro per rendere disponibile entro un anno il primo prototipo di cella organica modificata.

22 febbraio 2016
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