Nuova legge forestale, Ardea: Italia a rischio deforestazione

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni politiche 2018. Nonostante ciò il Parlamento italiano potrebbe approvare a breve una nuova legge forestale che aprirebbe i boschi italiani alla deforestazione senza regole, contenente varie criticità, e criticata da ben 200 protagonisti del settore zoologico, botanico, forestale e idrogeologico attraverso un appello in cui si chiede di fermarla.

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Si legge nell’appello, peraltro promosso dall’associazione Ardea e dalla Stazione Ornitologica Abruzzese, che:

Il governo Gentiloni all’ultimo secondo utile vuole emanare una nuova legge forestale che darebbe il via libera a un vero e proprio assalto ai boschi italiani, permettendo un uso predatorio a discapito della loro qualità ambientale. Con il provvedimento che rischia di andare in discussione in uno dei prossimi consigli dei ministri non solo si apre la strada a tagli selvaggi per la filiera delle biomasse, ma si consente la vera e propria distruzione del bosco in cambio di non precisati indennizzi e compensazioni che addirittura rischiano di diventare ulteriori danni per l’ambiente.

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Nello specifico, la nuova legge forestale proposta dal Governo italiano sarebbe “del tutto anti-scientifica”, con l’intenzione di:

Far passare l’idea che il bosco non possa svolgere le proprie funzioni ecologiche senza un pesante intervento umano, quando invece si tratta di ecosistemi che si sono evoluti in decine di milioni di anni. Si tratta di una vera e propria ideologia auto-referenziale che nasconde in realtà le mire di chi vede nel bosco un mero fattore di profitto.

Le criticità identificate nel decreto legge sarebbero diverse. Innanzitutto, anche se il bosco è cresciuto su aree coltivate in precedenza potrà essere sottoposto a deforestazione; poi, per avere il via libera, sarà sufficiente garantire “compensazioni” o “indennizzi”; in terzo luogo, la definizione di “terreni abbandonati o incolti” contenuti nella proposta di legge permetterebbe di “ampliare a dismisura interventi dettati da interessi esclusivamente commerciali di privati”.

1 marzo 2018
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