A pochi giorni di distanza dalle parole del ministro Romani, che ha illustrato la possibilità di far sorgere una nuova centrale nucleare per la produzione di energia elettrica in Lombardia, non senza suscitare polemiche, ecco che ripartono i reattori Tigra e Tapiro ospitati dal centro di ricerca ENEA a Casaccia. L’impianto, che sorge in una frazione della capitale, tornerà così in funzione a 50 anni esatti di distanza dalla sua inaugurazione, dopo lo stop voluto dai cittadini italiani in seguito all’incidente di Chernobyl e al referendum del 1987.

In tutti questi anni, in realtà, il centro ENEA non si è mai fermato, proseguendo la sua attività in ambito medico e collaborando con il Cern di Ginevra ad alcuni progetti legati all’attività dell’acceleratore LHC (Large Hadron Collider). Tigra e Tapiro torneranno invece ora a concentrarsi sull’impiego dell’atomo in ambito energetico, in vista del ritorno al nucleare che secondo l’attuale esecutivo sembra ormai fuori discussione, in barba al verdetto popolare citato poc’anzi.

Tornando alla dichiarazione di Romani, che nei giorni scorsi ha ipotizzato la possibilità di installare una centrale di terza generazione EPR (European Pressurized Water Reactor) in Lombardia, queste sono le parole con le quali il ministro ha sintetizzato il suo incontro con il presidente della regione:

Formigoni non ha fatto opposizioni all’idea di installare centrali nucleari in Lombardia. Verrà un momento in cui si dovranno identificare i siti dei quattro impianti attualmente previsti e il territorio lombardo potrebbe ospitarne uno.

20 ottobre 2010
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Giovanni, giovedì 21 ottobre 2010 alle13:54 ha scritto: rispondi »

Fanno bene, perchè tutti i Paesi europei hanno o utilizzano l'energia nucleare. In Italia possiamo installare benissimo quattro centrali nucleari.

Lascia un commento