Si vota oggi alla Camera il famoso emendamento al decreto Omnibus. Nonostante la decisione definitiva spetti alla Cassazione, il cui parere potrebbe arrivare nel giro di pochissimi giorni, lo scopo è quello di rendere di fatto inutile il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno.

L’emendamento interviene non solo sulla legge n.99 del 23 luglio 2009 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia) ma anche sul D.lgs. 31/2010 sulla localizzazione degli impianti stessi. In particolare, vengono abrogate tutte le disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari e, soprattutto, viene annullata la moratoria di un anno prevista dal decreto legge in vigore.

Lo scopo “ufficiale” sarebbe quello di acquisire ulteriori dati scientifici sulle tecnologie attualmente disponibilie sul loro livello di sicurezza, ma, l’obiettivo reale, dichiarato apertamente dallo stesso Berlusconi durante un intervista, è quello di impedire lo svolgimento di un referendum che sarebbe fortemente condizionato dagli avvenimenti di Fukushima in Giappone.

In attesa che si concluda la seduta alla Camera, alcuni attivisti di Greenpeace hanno messo in atto una manifestazione di protesta proprio all’ingresso del Parlamento, sventolando alcune bandiere con la scritta “Furto di Referendum. Sul nucleare si deve votare“.

Secondo Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, infatti:

Il governo sta derubando gli Italiani del diritto di decidere del proprio futuro. È inammissibile che a meno di un mese dalla data prevista per il voto si voglia impedire l’espressione della volontà popolare che è chiara: in Sardegna, quasi il 98% dei votanti si è espresso contro il nucleare. Chiediamo a tutti i deputati di prendere posizione oggi contro questo furto di democrazia.

18 maggio 2011
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