Quando si parla di energia nucleare due sono le riserve più comuni che vengono fatte a questa tecnologia. La prima riguarda i pericoli intrinseci ad una centrale, soprattutto in caso di incidente, la seconda il noto problema dello smaltimento delle scorie.

Dai laboratori statunitensi della Sandia arriva, però, quella che si annuncia come una soluzione ad alcune delle questioni tecniche legate a quest’ultimo punto. Il team guidato dalla chimica Tina Nenoff avrebbe realizzato, infatti, un’invenzione in grado di catturare e smaltire i gas radioattivi che normalmente esalano dal carburante nucleare esausto.

Le strutture chimiche scoperte avevano inizialmente una base in argento che ne innalzava il prezzo e il costo ambientale. La ricerca della Nenoff è stata volta propria al rimpiazzamento di tale materiale ottenendo un risultato più economico ed eco-compatibile. Il risultato sono delle strutture metallico-organiche molto reattive, capaci di assorbire i gas in questione.

Insomma, un passo avanti rispetto ad un problema serissimo come quello dello smaltimento delle scorie. Resta da chiedersi se sia sufficiente a far raggiungere alla tecnologia nucleare un livello di sicurezza ambientale accettabile. Dato però che molti Paesi non sembrano condividere i nostri dubbi, il lavoro del team di ricerca – durato ben nove anni – avrà probabilmente un grande e meritato successo. Tra le sue applicazioni previste anche l’uso in caso di incidente per ridurre i danni.

Qualcuno potrebbe dire che il miglior modo per “ridurre i danni” sarebbe non costruire centrali, ma per una volta lasciamo le polemiche da parte.

27 gennaio 2012
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I vostri commenti
G.G., sabato 28 gennaio 2012 alle16:07 ha scritto: rispondi »

non è un caso che l'articolista abbia scritto: "una soluzione ad alcune delle questioni tecniche legate a quest’ultimo".

Ziomaul, venerdì 27 gennaio 2012 alle22:02 ha scritto: rispondi »

Dopo anche quello lo devi smaltire e quindi sei al punto di partenza!!! Ok può servire per eventi eccezionali di sicurezza. Ma poi è inutile. Qui l'articolista si dimentica, stranamente, molte cose pur di far apparire questo come "l'invenzione del secolo" quando è una stupidata.

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