Il terribile sisma che ha colpito il Giappone nei giorni scorsi ha riportato in auge anche la discussione relativa alla sicurezza delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica. Il terremoto ha provocato gravi danni agli impianti di Fukushima, Onegawa e Tokai, tanto che si teme per la salute della popolazione residente nelle zone interessate, a causa della creazione di nubi radioattive e alla possibilità di un loro riversamento al suolo dovuto alle precipitazioni previste per la serata di domani.

Ad allarmare gli esperti è soprattutto l’impianto di Fukushima, dove il calore accumulato nel reattore numero 3 ha costretto i tecnici a optare per il rilascio controllato del vapore, per scongiurare danni eccessivi alle barre di combustibile. Secondo Sergio Ulgiati (WWF), tutti i paesi che hanno competenze sul tema, Stati Uniti, Francia e Russia in primis, devono farsi avanti per aiutare il Giappone in questa delicata situazione.

L’estero guarda però al Sol Levante anche in considerazione di quanto sta avvenendo a casa propria. È in particolare l’Europa a manifestare nuovi dubbi e perplessità sul nucleare. In Italia il tema tiene banco, anche a causa del referendum in programma per il prossimo giugno, mentre l’Austria ha proposto a tutte le centrali del continente test approfonditi e la Svizzera ufficializza l’intenzione di fermare i lavori sui nuovi impianti. Per la Germania, Angela Merkel in una conferenza stampa tenuta oggi con il Ministro degli Esteri Guido Westerwelle, ha annunciato di aver rimandato di tre mesi la decisione relativa al prolungamento dell’attività dei 17 impianti tedeschi fino al 2035.

Per l’Italia è invece intervenuto in mattinata Franco Frattini, definendo sbagliata la riapertura del dibattito sul nucleare in seguito a quanto avvenuto in Giappone:

Bisogna considerare che il Giappone è un paese con un elevato rischio sismico, e che le loro centrali hanno ormai decenni di attività alle spalle. La situazione dell’Italia è diversa e non penso che quanto sta avvenendo in Oriente possa mettere in discussione il nostro ritorno al nucleare. Bisogna poi ricordare che al confine con la Francia, poco distante da Torino, ci sono decine di centrali.

Di pochi minuti fa anche la dichiarazione del Ministro dell’Ambiente. Stefania Prestigiacomo da Bruxelles conferma che l’Italia non cambierà la propria posizione in seguito agli incidenti di Fukushima.

Le rassicurazioni non sembrano però avere effetto, almeno sul popolo transalpino. Le associazioni ecologiste francesi, nonostante il governo abbia provato a tranquillizzare la cittadinanza in merito allo stato delle proprie centrali, hanno chiesto un referendum per l’abbandono dell’atomo nella produzione di energia.

14 marzo 2011
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I vostri commenti
Roberto, venerdì 17 maggio 2013 alle0:45 ha scritto: rispondi »

Il nucleare ha già dimostrato in troppi casi (i più famosi quelli del giappone e Chernobyl, ma ce ne sono altri ...) di essere assolutamente P E R I C O L O S O. Di quanti morti e avvelenamenti c' è bisogno ancora??? Non è stato sufficente quello accaduto fino ad ora??? I nostri politici sono incredibili...

massimo, lunedì 14 marzo 2011 alle18:28 ha scritto: rispondi »

strano che in un paese perennemente esposto al sole si sia optatato per eliminare gli incentivi al fotovoltaico che non ha scorie ed ha zero impatto ambientale e si pensa di investire miliardi di euro nell'atomo che ha scorie che nessuno vuole. ogni palazzo di nuova o vecchia costruzione potrebbe produrre energia, e potremmo anche rivenderla questa energia il futuro dei nostri figli e' nelle nostre mani no al nucleare.

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