Nucleare: le centrali americane sono vecchie e insicure

La maggior parte delle centrali nucleari degli Stati Uniti, soprattutto le più datate, verserebbero in condizioni generali davvero pessime. Il dato preoccupante è emerso da un’inchiesta promossa dalla Associated press che, in collaborazione con la Nuclear Regulatory Commission (NRC, l’agenzia Usa di sicurezza nucleare), ha preso in esame sia la sicurezza che le condizioni generali degli impianti.

In particolare, in 48 siti nucleari su 65 vi sarebbero preoccupanti perdite di trizio (un isotopo radioattivo dell’idrogeno altamente cancerogeno) dovute alle tubazioni corrose che scorrono sotto le vecchie centrali costruite negli anni ’60 e ’70.

Secondo le regole dell’NRC, ricordiamo, l’emissione di piccole quantità di tali contaminanti è generalmente consentita purché si tratti di valori controllati. Non sono invece permesse perdite dovute alle condizioni discutibili delle tubature.

Nel documento si legge inoltre che, nella maggior parte dei casi, le fughe radioattive possono rimanere nascoste per anni, magari riparando in modo superficiale le tubature o i serbatoi danneggiati e rimuovendo le acque o i campioni di suolo contaminati. Una delle cause è rappresentata sicuramente dall’inadeguatezza dei materiali impiegati, ma è chiaro che la causa principale è la corrosione dovuta ai decenni di utilizzo.

Come se non bastassero le condizioni preoccupanti degli impianti, l’inchiesta ha rivelato la fragilità dell’industria nucleare civile americana anche, e soprattutto, dal punto di visto della sicurezza in caso di calamità naturali. Caso emblematico è sicuramente il fiume Missouri, le cui acque hanno raggiunto in questi giorni livelli di piena record mettendo in pericolo due impianti nucleari del Nebraska.

Insomma, una situazione davvero preoccupante soprattutto alla luce del rilancio del nucleare fortemente sostenuto dal presidente Barack Obama e dal suo ministro per l’Energia, Stephen Chu.

22 giugno 2011
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