I criteri stabiliti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul deposito di scorie nucleari in Italia sono stati accettati dal Ministro dell’Ambiente Orlando che ha dato l’autorizzazione per avviare l’iter. I criteri elaborati dall’ISPRA verranno presto resi pubblici, ma di fatto si basano su un principio di sicurezza, sia per la salute che per l’ambiente.

A questo punto si è arrivati in quanto l’Italia è costretta a smaltire una quantità tra i 50 e i 60 mila metri cubi di rifiuti radioattivi che, com’è risaputo, sono molto pericolosi per l’ambiente, eredità dei pochi anni nei quali sono state attive le centrali nucleari nel nostro Paese. Se smaltiti in maniera scorretta possono letteralmente distruggere tutto l’ambiente circostante e rendere invivibile l’area in cui si trovano. Per questo ci sono voluti diversi mesi per elaborare i criteri e ci vorrà ancora di più per individuare il sito che diverrà il deposito nazionale unico. L’impegno maggiore sarà però convincere la popolazione locale ad accettare questo deposito tanto delicato.

Intervistato sull’argomento, il Ministro Orlando ha comunque prospettato tempi “tecnici” lunghi in quanto:

Il deposito unico deve essere realizzato con i più elevati standard di sicurezza e nel sito più idoneo con la giusta rilevanza alla tutela della salute e dell’ambiente; pur consapevoli del fatto che i tempi tecnici non saranno comunque brevissimi. L’intento del governo è di evitare oneri indebiti alle prossime generazioni che possono derivare da una gestione poco efficiente o poco sicura dei rifiuti e del combustibile nucleare. Tutti i passaggi dovranno essere ispirati ai principi di trasparenza e di possibilità di partecipazione dei cittadini alle scelte, compatibilmente con la necessaria riservatezza di alcune parti del processo nell’interesse nazionale.

Il Ministero ha indicato alcune modifiche al piano Ispra per poter rimanere nell’ambito dei parametri indicati dall’Euratom, la Comunità Europea dell’Energia Atomica. Adesso la palla passerà alla Sogin, la società di Stato responsabile della bonifica ambientale, che dovrà definire una sorta di mappa dei siti idonei alla realizzazione del deposito, prima della scelta finale.

31 gennaio 2014
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I vostri commenti
Luigi Fiorin, sabato 1 febbraio 2014 alle15:05 ha scritto: rispondi »

Apparentemente e siamo nel 2014, ancora non hanno deciso il SITO DI SCORIE RADIOATTIVE (italiane), ma "con la necessaria riservateza", già da anni i soliti noti incompetenti erano prontissimi per decreto ad occuparsi di cose nucleari che non sanno. Luigi Fiorin

Sergio, sabato 1 febbraio 2014 alle2:29 ha scritto: rispondi »

Se ogni famiglia installerebbe un piccolo impianto fotovoltaico sopra il tetto ... altro che nucleare!

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