Il nucleare europeo sarebbe ora più sicuro. A sostenerlo l’ISPRA, secondo cui i dati emersi dai test effettuati sulle centrali nucleari attive avrebbero fornito risultati positivi. L’ente ha monitorato i controlli effettuati nelle aree vicine al confine italiano, non disponendo come noto l’Italia di impianti atomici attivi.

Dopo Fukushima anche il nucleare europeo ha deciso di testare le proprie centrali atomiche per verificarne la stabilità e la sicurezza in caso di eventi e catastrofi naturali. Buoni i dati emersi sostiene l’ISPRA che guarda però con particolare attenzione all’impianto svizzero di Muehleberg, distante appena 100 chilometri dai confini italiani.

I rischi seppure ridotti dai maggiori standard di sicurezza non sono tuttavia del tutto eliminati e lasciano quindi spazio alla preoccupazione per eventuali diffusioni di radiazioni dai Paesi confinanti con l’Italia. In grado di impensierire la penisola sono Svizzera (5 le unità attive), Slovenia (1 unità di piccola taglia, distante però appena 130 km) e ovviamente la Francia, con le sue 58 strutture attive sparse su 19 impianti.

Proprio dalla sponda francese arriverebbero ulteriori rassicurazioni, con l’Autorità di sicurezza nucleare francese (Asn) che avrebbe richiesto particolare attenzione riguardo terremoti e allagamenti ed istituito un’apposita squadra d’intervento che possa essere operativa entro 24 ore. In ultimo la stessa ISPRA ha commentato con favore i miglioramenti posti in essere dai vari Paesi europei, ricordando come la sicurezza sia ormai un comune sentire degli Stati:

Tutti i Paesi partecipanti hanno fatto significativi passi avanti per migliorare la sicurezza dei loro impianti. A dispetto delle differenze negli approcci nazionali è emersa la consapevolezza che l’attenzione sulla sicurezza nucleare non può essere mai abbassata.

13 luglio 2012
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