Neanche un anno fa un nuovo referendum sanciva la volontà del popolo italiano di non voler costruire centrali nucleari all’interno dei confini del nostro Paese. Un risultato difficilmente oppugnabile per cifre e consenso ottenuto. Eppure c’è chi ancora non ci sta.

Ad esempio il vecchio Forum Nucleare, che tanto scandalo aveva suscitato per i suoi spot televisivi, continua le sue attività su un blog dal nome NewClear. In esso “parlare di nucleare non è tabù” e molti articoli sono dedicati alla critica delle rinnovabili che – a loro dire – sarebbero responsabili dell’aumento delle bollette energetiche.

Ma tra i più attivi tra i pro-nuclearisti c’è da annoverare senz’altro l’associazione Galileo 2001. Tale associazione, presieduta da Umberto Veronesi, ha da poco spedito una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti in cui lo invita a ripensare la questione nucleare in Italia. Per la precisione, la richiesta sarebbe:

Un adeguato e convincente piano nazionale di sviluppo energetico, che tenga conto della necessità di ragionare su tempi strategici affrancandosi da pregiudiziali che possano condannare precocemente progetti lungimiranti.

Ovviamente la voce “progetti lungimiranti” può essere tradotta liberamente con “nucleare”. Ed il pericolo radiazioni che Fukushima ha riproposto all’attenzione globale? La risposta dell’associazione potrebbe essere riassunta in due parole: “quale pericolo?”. Infatti, proprio questo insistere sugli effetti sanitari delle radiazioni dimostrerebbe l’arretratezza del dibattito in Italia secondo i firmatari:

La dimostrazione di una campagna antinucleare su basi di pregiudizio.

Nessuna vittima ad oggi è dovuta alle radiazioni di Fukushima. Questa è la verità. Verità che dovrebbe rassicurare sulle conseguenze di un incidente nucleare pur molto grave.

Quindi, concludono gli scienziati firmatari, è arrivato il momento di dire basta alle decisioni prese sulla base di valutazioni emotive: “non esiste nessun motivo ragionevole per dire di NO al nucleare”.

Non è molto d’accordo con queste dichiarazioni, invece, il prof. Massimo Zucchetti, docente di Protezione dalle radiazioni al Politecnico di Torino e collaboratore del MIT, che ricorda:

I rilasci [a Fukushima] sono stati notevoli, anche se principalmente acquatici. Le stime sul numero di decessi non immediati, ma ritardati dovuti alla radioattività sono in corso e parlano di migliaia di persone.

Ma al di là del pur importantissimo dibattito tecnico, ci preme sottolineare come sulla base della “ragion scientifica”, i cento firmatari dell’appello sembrano ignorare totalmente la “ragion politica” e le regole minime del dibattito democratico. Mettere in discussione un referendum a neanche un anno dal suo svolgimento è un qualcosa che avrebbe conseguenze potenzialmente anche più nefaste di una crisi energetica.

2 aprile 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Francesco Frassinelli, sabato 28 aprile 2012 alle22:34 ha scritto: rispondi »

Si, d'accordo :) Ma dato che la mia bolletta include un supporto alle rinnovabili, fortunatamente l'impatto ambientale andrà scemando, e resterà comunque ben più leggero di qualsiasi altra soluzione energetica.

Vagus, domenica 15 aprile 2012 alle10:37 ha scritto: rispondi »

cmq ripeto la notizia è una balla, nessuno ha inviato in questi giorni alcuna lettera. La lettera citata è vecchia di un anno, prima del referendum. Hanno preso fischi per fiaschi. Verificate voi stessi... Veronesi non ha chiesto di annullare niente.

Vagus, domenica 15 aprile 2012 alle10:35 ha scritto: rispondi »

e tu, ripeto, sei d'accordo ad accollare a sostenitori "RPO nucleare" i problemi di gestione delle scorie (ve le mettete in casa e isolati dal resto del mondo a centinaia di km), i costi dei fermi reattore in caso di piccoli guasti (1 milione $ al giorno), i costi di assicurazione, e copertura in caso di disastri vari?

Deuterio88, domenica 15 aprile 2012 alle10:18 ha scritto: rispondi »

Non sono necessarie infinite disquisizioni su "nucleare si nucleare no". È sufficiente guardarsi intorno. Strade insufficienti, maggior parte del trasporto merci su gomma, energia elettrica pagata a peso d'oro. Penso tutto questo basti per valutare gli esiti di una politica "green" dei no. Mi raccomando, continuare su questa strada. Illusi.

Vagus, sabato 14 aprile 2012 alle23:04 ha scritto: rispondi »

certo, pero' e tu paghi i danni in caso di incidenti nucleari (malati, agricoltura, ecc. ecc.), fermo reattori, stoccaggio scorie in casa tua, ecc. ecc.

Lascia un commento