Prosegue l’accesa discussione sul ritorno del nucleare in Italia come sistema per la produzione di energia elettrica, a oltre 23 anni di distanza dal referendum abrogativo con il quale i cittadini si sono espressi in merito. In risposta alle numerose voci di dissenso sulla questione, sollevate sia da alcuni schieramenti politici che da più d’un movimento e associazione, arrivano i risultati della ricerca “Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo”, commissionata al The European House-Ambrosetti e presentata ieri in chiusura del summit di Cernobbio.

A favore dell’atomo giocherebbero una potenziale riduzione sia delle bollette per privati e aziende (si parla di un 25-30% circa) che un più contenuto valore relativo alle emissioni di CO2. Questo lo scenario prospettato dagli esperti, ma sarà sufficiente a infondere la necessaria fiducia negli investitori e nella popolazione?

Nel dettaglio, la relazione esposta parla di una necessaria inversione di tendenza per il nostro paese, che al momento dipende per l’86% del proprio fabbisogno energetico dall’estero e per il 75% dall’impiego di combustibili fossili. Con l’avvio degli impianti, secondo la ricerca, si potrà assistere a un significativo sgravio per quanto riguarda le bollette e al contenimento delle emissioni nocive per l’ambiente, necessario al fine di rientrare nei parametri imposti dal protocollo di Kyoto. Vanno poi considerate anche le migliaia di posti di lavoro offerti dalle aziende impegnate sia nella fase di costruzione delle centrali che in quella successiva, in cui sarà necessario vigilare sul funzionamento dei reattori.

E sul tema della sicurezza? I ricercatori non hanno dubbi: gli impianti più moderni sono affidabili al 100% e non paragonabili a quelli delle passate generazioni. Ce n’è anche per le rinnovabili, che secondo la relazione presentata non sarebbero in grado di soddisfare un fabbisogno energetico in continua crescita, portando nel lungo periodo a un inevitabile aumento del prezzo finale qualora tali soluzioni non venissero affiancate da altre come, appunto, il nucleare.

gennaio, termine stabilito per l’ufficializzazione dei primi siti destinati a ospitare le nuove centrali, si avvicina. Prima di allora non mancheranno di certo le occasioni per valutare, da differenti punti di vista, gli scenari prospettati a Cernobbio.

6 settembre 2010
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I vostri commenti
francesco, martedì 14 settembre 2010 alle14:24 ha scritto: rispondi »

@ Cristiano grazie per la precisazione. Ovviamente non ce l'avevo con te o con il post, ma con la lobby nucleare che tira fuori questi studi ad hoc. Purtroppo, come accennavo, sono stato scottato nel vedere in esperienze dirette come creano sistematicamente informazione monodirezionale, che poi viene ripresa non tanto qui, quanto da professionisti su agenzie di stampa e testate ritenute "autorevoli". Ciao

Ratamusa, mercoledì 8 settembre 2010 alle13:07 ha scritto: rispondi »

Stiamo scherzando? In caso contrario mi vedo costretto a ricordare che il significato della parola "incompetenza" è sempre quello. Sorry.....

ziomaul, martedì 7 settembre 2010 alle21:52 ha scritto: rispondi »

Che le bollette sia più basse con il nucleare è solo per il fatto di un trucco contabile. L'elettricità nucleare si paga anche con le tasse... Vedere le ricerche indipendenti. La CO2 è la stessa... Vedere le ricerche indipendenti. Anche l'uranio dobbiamo prenderlo dall'estero, in Europa le cave sono esaurite o monopolio nazionale. Dunque si sarebbe sempre dipendenti dall'estero. Anzi peggio perché dovremo in più ammortizzare gli impianti. Per la sicurezza anche prima del fattaccio erano sicuri al 1000 per 1000... Vedere le dichiarazioni dell'epoca! Ora 100% solo? Le rinnovabili ? Ancora con la bufala che non riesce.. Ma dove hanno studiato? Ciao

Cristiano Ghidotti, martedì 7 settembre 2010 alle19:47 ha scritto: rispondi »

Precisazione inappuntabile la tua, Francesco. Nel post mi sono limitato al meglio delle mie possibilità a riportare la notizia relativa alla presentazione della ricerca. Che si tratti di uno studio sul quale è possibile discutere non vi è alcun dubbio, come riportato proprio in chiusura. ps: grazie per il link sull'esposto Codacons.

francesco, martedì 7 settembre 2010 alle13:27 ha scritto: rispondi »

Purtroppo il nucleare è terreno di interessi e informazioni SEMPRE di parte. Quindi sarebbe fondamentale, nel citare la ricerca presentata a Cernobbio, di ricordare che la lo studio è commissionato da Enel ed Edf (vedi ad esempio http://www.tuttoconsumatori.it/archivio/2010/09/nucleare_espost.shtml ), e quindi ovviamente di parte (dico "ovviamente" perché conosco chi ha lavorato in centri studi del genere per Enel, e so per racconto diretto che se vengono commissionati studi simili non è certo per dire che il nucleare è antieconomico). Cerchiamo in un sito sulle energie verdi almeno di non assecondare l'informazione di parte (quale che sia la parte). Ciao

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