Lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le normative regionali di Puglia, Basilicata e Campania, con le quali era stato imposto il divieto alla costruzione dei nuovi impianti per la produzione di energia nucleare, allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi residui e alla fabbricazione di combustibile nei rispettivi territori.

Le motivazioni che hanno spinto i giudici a prendere la decisione verrà certificato dai documenti depositati nei prossimi giorni, ma sono già ben note le basi su cui poggia il veto imposto dalla Corte Costituzionale. In merito al deposito dei rifiuti, le tre regioni avrebbero invaso il terreno legislativo che spetta di diritto allo Stato nell’ambito della tutela dell’ambiente, così come dev’essere ancora una volta esclusivamente lo Stato a pronunciarsi sulla sicurezza dei luoghi da prendere in considerazione per la costruzione degli impianti.

Insomma, le regioni possono controbattere alle decisioni prese dall’alto impugnandole di fronte alla Consulta, ma non con normative prese in completa autonomia come è avvenuto in questo caso. Già nei mesi scorsi era successo qualcosa di simile, con la Corte Costituzionale che aveva bocciato i ricorsi di Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise contro l’ipotetica decisione di scegliere i rispettivi territori per far sorgere le nuove centrali.

I giudici dovranno comunque tornare presto sulla questione nucleare, per prendere in considerazione le 500.000 firme raccolte con un’iniziativa popolare promossa dal leader del partito Italia dei Valori Antonio Di Pietro, con l’obiettivo di indire un referendum che dia nuovamente (dopo quello del 1987) la parola ai cittadini su un tema tanto delicato e importante.

15 novembre 2010
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I vostri commenti
mela, sabato 20 novembre 2010 alle1:10 ha scritto: rispondi »

è assurdo che non li vogliamo dentro casa ma li accettiamo sullo zerbino!!!!!

ziomaul, martedì 16 novembre 2010 alle20:38 ha scritto: rispondi »

I cittadini sono coscienti che allora si giurava sulla sicurezza delle centrali come adesso. Se si guarda la stampa d'allora cera chi diceva che quelli Russi erano più sicuri di quelli Americani, dopo si scopri che sia i Russi che Americani erano fallaci. Infatti le EPR sono insicure dato che non sono state certificate da nessuno come "sicure"se non dai produttori (ovvero il classico credimi sulla parola) che tacciono sulla parola di "reattore critico". Basta con il dare la parola solo al tecnico delle centrale atomica è come chiedere se "all'oste se aggiunge acqua al vino". Ciao

Samuele, martedì 16 novembre 2010 alle12:02 ha scritto: rispondi »

Non mi sembra che il paragone regga... al pagare le tasse (tutti, non solo chi non vuole o non può fare il furbo!) non vedo alternativa per il benessere di tutti, al nucleare sì. E poi, gli italiani si sono già pronunciati in merito, ma qui lo si sta ignorando. Comunque, il fatto che qualcuno pensi che la maggior parte dei cittadini non vogliano pagare le tasse mi sembra abbastanza indicativo per l'andazzo generale dell'Italia.....

Karl_36, martedì 16 novembre 2010 alle10:52 ha scritto: rispondi »

Mi sembra abbastanza assurdo il voler chiedere ai cittadini un parere su una questione eminentemente tecnica: nessuno di noi comuni mortali ha la capacità di giudicare se il nucleare sia sicuro o no. Sarebbe come chiedere ai cittadini se volgiono pagare le tasse

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