Terminato il cordoglio per morti dovuti al recente nubifragio in Sardegna, inizia il tempo delle polemiche. A destra, come a sinistra, fronte anti-ecologista e associazioni ecologiste.

Particolarmente acceso quanto dichiarato oggi dal prof. Franco Battaglia sulle pagine de Il Giornale. Vi sarebbero delle chiare responsabilità per quello che è accaduto secondo Battaglia, che punta il dito contro gli ecologisti e delle energie rinnovabili:

La merce che tutti costoro ci hanno venduto è stata questa: quando il clima fa i propri capricci rammentate che la colpa è vostra e dovete rimediare installando pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Pazienza se è roba che andrebbe venduta in gioielleria, ma è il prezzo che dovete pagare se volete combattere i cambiamenti climatici.

Duecento miliardi che, sottratti alla cura degli argini dei fiumi, alla costruzione di appropriate casse d’espansione, e a tutto quanto suggerirebbe il buon senso in ordine alla protezione dei territori ove viviamo dalla forza di eventi naturali che la storia registra dai tempi più immemorabili, non hanno potuto risparmiare, alla Sardegna oggi, a Brescia ieri, a Genova l’altro ieri, a Sarno ancora prima, il disastro. O almeno mitigarlo.

Non contento, Battaglia, dopo aver lamentato che nessuno, a parte la Russia, tratta gli ecologisti come meriterebbero, chiude il suo discorso invocando l’isolamento sociale e politico di questi “colpevoli” e la messa a bando delle rinnovabili:

Questi falsi profeti ci hanno ripetuto per vent’anni che per proteggere la nostra casa in montagna dal peso della neve non bisogna costruire tetti spioventi ma bisogna spendere le nostre non infinite risorse per non far nevicare. Quando smetteremo di ascoltarli? Quando li isoleremo? Soprattutto, quando rendiamo fuorilegge i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche?

Un punto di vista interessante (sicuramente originale), che punta il dito contro le risorse destinate al fotovoltaico e all’eolico, invece che alla lotta all’erosione del terreno. Andrebbe comunque notato che molte della associazioni messe sull’indice degli imputati da Battaglia, un nome fra tutti Legambiente, si battono da anni per una riqualificazione idrogeologica del nostro territorio.

È quanto meno curioso che la colpa principale del disastro sia di chi ha voluto le rinnovabili in Italia e non di chi ha permesso abusivismi edilizi, cementificazione selvaggia, utilizzando il metodo del condono edilizio per rimpinguare le casse dello Stato.

Incuranti delle opinioni di Battaglia, le associazioni ambientaliste hanno continuato ha sottolineare la gravità della situazione clima. In particolare il WWF ha lanciato due comunicati che invocano soluzioni efficaci ala luce del recente nubifragio. Il primo di questi comunicati ricorda come il cambiamento climatico non sia un qualcosa che riguarda terre lontane, ma interessa la vita di ognuno di noi:

Siamo tra l’incudine e il martello, e agire è sempre più urgente: da un lato dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo per fermare il cambiamento climatico galoppante; dall’altro dobbiamo garantire al più presto all’Italia i fondi per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per la manutenzione del territorio che garantiscano azioni concrete contro il rischio idrogeologico in un paese cementificato, ogni anno più vulnerabile

Nell’altro, scritto insieme a FAI – Fondo Ambiente Italiano, prende di mira il nuovo Piano paesaggistico regionale voluto in Sardegna dalla giunta Cappellacci. In particolare viene notato come:

La recente revisione del piano paesaggistico regionale, adottata dalla Giunta Cappellacci, smantellando il complesso sistema di tutele del territorio, soprattutto dell’area costiera e dei corsi d’acqua già ampiamente interessati dall’alluvione, aumenterà la fragilità dell’Isola.

A prescindere che si condivida o meno la linea del WWF, ci sembra un modo lineare di ritrovare delle responsabilità ai disastri, dove invece Battaglia individua in un uso di fondi che non condivide la causa del dramma.

Anche ammesso però che le rinnovabili siano una truffa e uno spreco, non sarebbero l’unico nel nostro Paese, e possono rallentare o impedire la soluzione del problema alluvioni, ma non l’hanno determinato. Al contrario, la cementificazione selvaggia è diretta responsabile dei dissesti idrogeologici.

21 novembre 2013
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I vostri commenti
Marco, lunedì 25 novembre 2013 alle12:43 ha scritto: rispondi »

Ragazzi, questo e' un pazzo ! Da anni ci battiamo con le nostre scarse forze per rinnovabili, per un migliore utilizzo delle risorse naturali e per la riforestazione, ed arriva 'o professore a dirci che e' colpa delle rinnovabili se accadono i disastri ? Ma e' esattamente il contrario ! Chi lo paga ? L' Agip ? La Shell ? => Al rogo immediatamente ( ovviamente con pellets da legno riciclato, non abbattiamo altri alberi, per carita' ) !

algise, venerdì 22 novembre 2013 alle19:26 ha scritto: rispondi »

Le parole di Battaglia ricordano le scuse infantili del bambino che nega le proprie responsabilità addidando qualcun' altro. Il personaggio non è certo nuovo a certe uscite e come Chicco Testa difende alcuni interessi.... Totò diceva " uomini o caporali.."

giuseppe, venerdì 22 novembre 2013 alle14:06 ha scritto: rispondi »

Ma il professore e' quello che sosteneva la bonta' del nucleare? Se e' la stessa persona mi sembra troppo facile fare certe affermazioni non ricordando quanto successo in Giappone.

Pescespada trafitto, venerdì 22 novembre 2013 alle14:03 ha scritto: rispondi »

Indignamoci pure con il Professore ma anche e di più per certa stampa che ospita e diffonde informazione di questa natura!!!!

Federico, venerdì 22 novembre 2013 alle12:31 ha scritto: rispondi »

Da come una persona si esprime, specialmente se in vista e se qualificata per farlo in funzione dei suoi trascorsi, si può facilmente dedurre, anche senza fare le necessarie verifiche, se lo fa per conto proprio o per conto di qualche gruppo che ha degli interessi. In questo caso si può ragionevolmente pensare che sia l'industria del petrolio. Diamo via libera al cracking senza regole, continuiamo a mangiare carne tutti i giorni (CO2 e acqua per gli allevamenti del bestiame), estraiamo petrolio senza pagare a madre natura una tassa per i milioni di anni che ha impiegato a realizzarlo, costruiamo senza regole, condoniamo, tanto poi paga la collettività ... un paio di giorni di indignazione, dita puntate qua e la, e via nel dimenticatoio sino alla prossima ... madre natura è molto più forte di noi, che siamo ospiti in questo pianeta ove lasceremo solo delle tracce ai posteri (sempre che non lo ammazziamo prima, rendendolo inospitale per la vita umana o non ci ammazziamo tra di noi per accaparrarci le risorse che stanno a casa di qualcun altro)

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