Gli effetti dell’emergenza nucleare in Giappone si stanno facendo sentire nell’Europa centro-settentrionale, seppur al momento non ci sia alcun pericolo reale per la salute della popolazione, come sottolineano gli addetti ai lavori.

Le ultime notizie a tal proposito giungono dalla Francia, dove la nube radioattiva è passata producendo delle conseguenze. Sono state riscontrate, infatti, delle tracce di elementi radioattivi nell’aria, nell’acqua e nel latte di mucca proveniente da un paio di regioni francesi.

Si tratta di iodio 131, che è presente però in quantità minime tali da non destare preoccupazione per l’impatto sugli uomini e sull’ambiente secondo quanto spiegato dall’IRSN, l’istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare:

Le concentrazioni di elementi radioattivi provenienti dalla centrale giapponese di Fukushima sono in diminuzione. La loro concentrazione è molto debole e non comporta alcun pericolo ambientale o sanitario, anche se dovesse durare nel tempo.

Lo iodio 131 è stato inoltre riscontrato in alcuni campioni di latte di mucca provenienti dalle fattorie vicino a Parigi, nell’Essonne, dove il valore di questa sostanza era pari a 0,09 becquerel per ogni litro, e più a ovest, in Vandea, dove lo iodio 131 arrivava a toccare un valore di 0,15 becquerel per ogni litro.

Secondo quanto osservato, inoltre, la concentrazione di elementi radioattivi è in costante calo e ciò significa che il già nullo impatto sulla popolazione è destinato a diminuire con il passare del tempo.

6 aprile 2011
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