La notizia farà contenti i pro TAV: è stato firmato l’accordo per franco-italiano per la Torino-Lione. La conferenza InterGovernativa (CIG) riunita a Roma ha trovato pochi giorni fa l’accordo. e il progetto, più francese che italiano in verità, potrà prendere il largo.

Durissima la replica dei NoTAV, che da uno dei loro siti Internet più attivi, commentano al vetriolo:

Si chiude così la cig Italia Francia, trovato l’accordo. Cig non è una parolaccia né un gioco di ruolo a cui i due paesi hanno partecipato ma la conferenza intergovernativa, titolo altisonante per una cassa vuota con la capacità, nonostante il vuoto di ratificare accordi internazionali che in molti casi come quello della tav Torino Lione diventano un imbuto dove colare risorse pubbliche verso i privati.

Il sito si produce anche in un’analisi dettagliata dell’accordo, suggerendo qua e là delle ipotesi sul perché i vari partiti politici stiano così spalleggiando un’opera definita “inutile”:

Per la precisione i privati non sono i privati cittadini che contribuiscono alla ricchezza pubblica ma sono i privati veri come le banche e le imprese di costruzioni che accumulano e parassitano denaro. Così con titoli e titoloni viene presentata l’ennesima carta timbrata e firmata con il titolo Torino Lione. Il succo dell’intesa è da dividere in due parti, il primo riguardante il cunicolo esplorativo della Maddalena di Chiomonte e il suo appalto, il secondo relativo al mega tunnel di base di 57 km. Il primo punto si chiude con facilità, l’appalto per i lavori di Chiomonte è riassegnato alla CMC di Ravenna, cooperativa “rossa”.

Insomma, la TAV non sarebbe altro che un grosso favore fatto a banche, imprese e cooperative “rosse”. Un’accusa per niente velata e durissima.

Ma la notizia dell’accordo è una sconfitta per il movimento NoTAV? Sì, se pensiamo a quanti soldi pubblici saranno comunque riversate in queste casse “private”. Ma, avvertono i valsusini, non è la prima volta che patti del genere vengono siglati e montagne di denaro vengono trasferiti. Questo non vuol dire che i cantieri si aprano davvero, seguendo l’esempio “virtuoso” del Ponte sullo Stretto e della SPA a cui è stato affidato l’appalto:

La cosa curiosa che spinge questa storia al ridicolo è che da metà degli anni ’90 a oggi sarebbero già tre le società direzionali create ad arte per la costruzione della nuova linea ferroviaria Torino Lione, prima la Alpetunnel, poi la LTF e ora un’ancora anonima e terza società, ovviamente piena di uffici e dirigenti profumatamente pagati per continuare a disegnare sulle carte un progetto che nessuno vuole e nessuno potrà pagare. Sembra la storia della società creata per costruire il ponte sullo stretto di Messina, venti e più prime pietre posate, decine di uffici e persone che grazie a questo impiego hanno raggiunto perfino il traguardo della pensione.

Non ci resta che concludere, ancora una volta, esprimendo la nostra perplessità rispetto a una decisione politica che investe miliardi di euro in un’opera dai tempi lunghissimi e l’utilità pratica piuttosto vaga. In tempi in cui ci viene chiesta gran voce austerity, sarebbe il caso di razionalizzare anche le Grandi Opere. Altrimenti, saremo costretti a convenire con i NoTav e pensare che, in fondo, dietro l’Alta Velocità ci siano più che altro interessi di bottega di partiti e poteri forti.

Fonti: Repubblica.it
NoTav.eu

21 dicembre 2011
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I vostri commenti
maria, mercoledì 21 dicembre 2011 alle16:38 ha scritto: rispondi »

Lo spreco di denaro pubblico! E pensare che si sta fomentando l'odio contro i parlamentari per lo stipendio che percepiscono, ma non è con il loro stipendio che ci impoveriscono. Dovrebbero avere più voce coloro che controllano il loro operato e le spese che ci impongono con le loro scelte.

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