La Norvegia non finanzierà più le fonti fossili. La Commissione Finanziaria del Parlamento norvegese ha confermato che il Fondo Sovrano Norvegese chiuderà dal 1° gennaio 2016 con gli investimenti sul carbone.

È stato raggiunto un accordo bipartisan all’interno del Comitato permanente per la Finanza e Affari Economici del Parlamento norvegese, che impone al Fondo Sovrano un fondo di 916 miliardi di dollari, di cedere le sue partecipazioni in tutte le società la cui produzione o i cui ricavi derivino per oltre il 30% da carbone. Secondo il WWF, che sottolinea come questo sia il provvedimento più forte mai preso in termini di allontanamento dalle fonti fossili, si tratta di:

Una giornata storica per la Norvegia e per il mondo.

Si è così avuta una risposta dalla Norvegia dopo che nelle ultime settimane la questione era stata posta al centro dell’attenzione globale in seguito alla campagna #DivestNorway, promossa da Future in our Hands, Greenpeace Norvegia e WWF Norvegia: insieme ai partner delle piattaforme internazionali 350.org, Avaaz e Urgewald avevano raccolto decine di migliaia di firme contro gli investimenti sul carbone.

Il Ministero delle Finanze norvegese stima che verranno cedute partecipazioni in 50-75 società, per un valore intorno ai 4,5-5,5 miliardi di dollari. Potrebbero vedere ridotti i loro benefici società europee come la Rwe, la Eon, la Sse, la Vattenfall, oltre all’americana Duke Energy, alla cinese Shenhua Energy, all’indiana Reliance Power, all’australiana AGL Energy, alla Polacca PGE. In Italia erano 135 le aziende, a fine 2014, di cui Oslo era azionista. Tra queste ci sono 6 utilities che però rimanendo al di sotto del 30% non dovrebbero veder ridotti i loro fondi.

Non sono mancate le polemiche per l’esclusione dal provvedimento delle grandi potenze del carbone, come Bhp Billiton, Rio Tinto, Glencore, che avendo attività molto diversificate riuscirebbero a sfuggire ad una riduzione degli investimenti a causa della diluizione della componente derivante dal carbone.

Bisognerà aspettare il 5 giugno perché tutto questo sia ufficiale, ma potrebbe già da ora creare un positivo “effetto domino”. La Chiesa d’Inghilterra, l’Università di Edimburgo e molte altre realtà avevano già iniziato in questi mesi a rendere pubblico il loro impegno nei confronti della campagna per il “disinvestimento” dalle fonti fossili.

Se la direzione è quella giusta e vedrà altri proseliti potrebbe essere più consistente la speranza, come sostiene il WWF, di riuscire a contenere l’aumento delle temperature globali entro i 2° C.

Nel 2012 il carbone è stato il responsabile dell’immissione in atmosfera del 44% delle emissioni di CO2 e ha numerose ricadute in termini di salute e inquinamento ambientale che sentiamo ogni giorno di più. Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, sostiene che:

La situazione climatica è drammatica, occorre agire con urgenza e investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica, non nei combustibili del passato.

29 maggio 2015
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WWF
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I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, domenica 4 ottobre 2015 alle17:57 ha scritto: rispondi »

L'ennesima assurda speculazione demagogica che produce danni enormi soprattutto per quel terzo dell'umanità che, purtroppo, ancora NON dispone di elettricità e di moderne forme di energia e per questa ragione vivono in maniera miserevole nei troppi Paesi sottosviluppati del Pianeta. Quindi, quella sopra citata, è un'azione contro l'etica e la morale. Ma se costoro che in modo fuorviante me speculativo spingono ad azioni così inconsulte, fossero un minimo coerenti, dovrebbero spingere perché la Norvegia dicesse NO a tutti gli investimenti nelle Fonti Fossili, compreso al Gas Naturale ed al Petrolio che, abbondantemente estraggono dal loro territorio nel Mare del Nord e che esportano in gran misura verso gli altri Paesi d'Europa, compresa l'Italia. Dov'è la coerenza? Pensate, che quel no è contro i finanziamenti che le grandi Istituzioni Finanziarie mondiali (World Bank, BEI, ecc.) per il finanziamento della costruzione ed installazione di moderni impianti alimentati a Carbone nei Paesi poveri ed in via di sviluppo, impedendo con questo a quella massa enorme di popolazione mondiale l'accesso all'energia e la progressiva uscita dalle loro misere condizioni di vita. Poi ci sono "illuminate" persone che arrivano a dire bestialità come questa (ripresa dall'articolo qui sopra): "Nel 2012 il carbone è stato il responsabile dell’immissione in atmosfera del 44% delle emissioni di CO2 e ha numerose ricadute in termini di salute e inquinamento ambientale che sentiamo ogni giorno di più. Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, .... " Eppure, ci vuole davvero poco per documentarsi e scoprire che la CO2 è un gas praticamente inerte, non velenoso, ne esplosivo e, indubitabilmente, la ragione della VITA sul Pianeta, essendo l'alimento principale del mondo vegetale e quindi di tutti gli esseri viventi, uomini ed animali. Ma è tale la speculazione, che costoro straparlano e cavalcano eresie estremamente fuorvianti e dannose, con il loro falso buonismo. Dei veri "pifferai magici". Meditate, gente, meditate.

Luca Bottari, domenica 31 maggio 2015 alle16:09 ha scritto: rispondi »

Questo è una bella notizia speriamo non sia solo un caso isolato ma un esempio sulla strada da intraprendere che altri seguiranno!

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