Nonna Misao e il gatto Fukumaru: una storia dolce

Una delicata e intima storia d’affetto quella tra la piccola nonnina Misao ed il gatto Fukumaru. Una quotidianità scandita dalla ritualità della convivenza, così affiatata e simbiotica da creare un romantico quadro. Quasi un semplice ma elegante ricamo dalla trama preziosa, come quella della sintonia tra una donna e il suo gatto.

Misao è una sorridente e laboriosa vecchietta di 88 anni, mentre Fukumaru è un morbido gatto dal pelo bianco di circa 9 anni con un occhio azzurro e uno giallo. Una sequenza fotografica ne immortala gli anni di adorata convivenza, rimarcando come nel tempo le particolarità, le affinità e le somiglianze siano diventate comuni.

Artefice del lavoro è la nipote della donna, Miyoko Ihara, la quale di professione è una fotografa. Incuriosita e affascinata dalla costanza del loro affetto, e da questo rapporto così simbiotico, ne ha voluto catturare i momenti più interessanti. Rimarcando come nel tempo siano diventati identici anche i malanni fisici.

E così Misao e Fukumaru, di anno in anno, sono diventati protagonisti di un piccolo e prezioso archivio fotografico. Un ensemble di emozioni fissate dall’obbiettivo della macchina, di momenti di svago, riposo, nutrimento, festa ma anche di lavoro. Il tutto è diventato ben presto un libro, apprezzatissimo in Giappone e oltreoceano.

Ai due amici, conosciutisi per caso 9 anni fa, rimane la gioia di poter sfogliare quasi due lustri di vita trascorsa insieme. Sembra ieri quando Misao aveva trovato il micino abbandonato in un capanno, e aveva deciso di adottarlo. A lui aveva concesso l’onore di un nome benaugurante: Fukumaru, nella speranza che il Dio Fuku (buona fortuna) possa giungere e che tutto appaia liscio e levigato come un maru (cerhio).

Scorrendo le immagini si rimane estasiati dal sorriso di Misao, dalla delicatezza delle sue mani anziane mentre carezza Fukumaru. Oppure dalla gestualità simile nel cibarsi e nel condividere attimi insieme. Una vita semplice, fatta di piccole cose ma piene di gioia, sottolineata dall’amore dell’appartenenza reciproca. Del resto chi possiede un animale d’affezione è consapevole del tipo di affinità e affiatamento che si può creare, fino a diventare un’interazione diretta fatta di sguardi, empatia e di comprensione.

5 dicembre 2012
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