La vicenda del leone Cecil, il simbolo dello Zimbabwe ucciso da un turista statunitense, non trova tregua. In molti chiedono giustizia per l’animale, eliminato per 50.000 dollari, tanto che negli Stati Uniti lo studio dentistico del responsabile è stato letteralmente preso d’assalto. Non è solo il maestoso leone, tuttavia, a finire nelle grinfie dei cacciatori: lo scorso lunedì, cinque elefanti simbolo dello Tsavo West National Park, una riserva del Kenya, sono stati catturati e soppressi dai bracconieri.

A darne notizia è il Washington Post, testata statunitense che spiega come i ranger del parco abbiano trovato le carcasse di alcuni elefanti custoditi nella riserva. A perdere la vita una femmina adulta con i suoi quattro figli, tutti ritrovati senza vita e con le zanne rimosse dai corpi. Una modalità che non lascia troppo spazio alle supposizioni: i pachidermi sarebbero stati aggrediti dai cacciatori di frodo, per la rivendita sul mercato nero del prezioso avorio. Così ha spiegato Paul Gathitu, un portavoce del Kenya Wildlife Service:

È devastante. Ci hanno colto completamente di sorpresa. […] Abbiamo incrementato la nostra intelligence e migliorato le nostre operazioni. Abbiamo avuto successo. Per questo siamo ora così sorpresi.

Dalle prime indagini, è emerso come i bracconieri siano giunti dalla vicina Tanzania: uccisi gli elefanti, avrebbero fatto immediatamente ritorno alla loro base, nascondendo gran parte delle loro tracce. Nella notte di lunedì, udendo dei colpi di arma da fuoco, i responsabili del parco sono partiti alla disperata ricerca dei pachidermi, scovandoli però solo la mattina successiva. I malintenzionati avrebbero agito avvalendosi soprattutto di motociclette, per dileguarsi il più velocemente possibile dopo la rimozione delle zanne.

Elefanti e rinoceronti sono due delle specie più colpite dalla caccia di frodo, più degli stessi leoni. Zanne e corni, infatti, sono molto richiesti dai mercati asiatici sia per la produzione di oggetti di lusso che come rimedi per la medicina tradizionale, tanto che il prezzo dell’avorio sul mercato nero supera abbondantemente quello di oro e stupefacenti. Da recenti stime, la domanda cinese tra il 2010 e il 2012 potrebbe essere stata responsabile dell’uccisione di ben 100.000 elefanti africani, un trend che stenta a diminuire poiché proprio la domanda non subisce contraccolpi. Si stima che il commercio illegale di avorio possa valere dai 7 ai 10 miliardi di dollari all’anno, cifre elevatissime che fanno ovviamente gola alla criminalità.

30 luglio 2015
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paolo, sabato 1 agosto 2015 alle11:07 ha scritto: rispondi »

Non ho parole, spero che questi merdosi vigliacchi, compresi i governanti dei rispettivi paesi che permettono di cacciare fuori dalle riserve, possano crepare soffrendo per anni!!!

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