Si parla ormai da diverso tempo dell’utilità dei cani, se opportunamente addestrati, nella diagnosi precoce di alcune forme di tumore. Questi animali, infatti, possono rinvenire cellule cancerogene facendo affidamento al loro potente fiuto, ad esempio annusando campioni di urina o di altri fluidi corporei. Sebbene gli studi sugli amici scodinzolanti siamo ormai i più disparati, ben presto Fido potrebbe avere un aiutante pennuto: il piccione. Una ricerca condotta negli Stati Uniti, infatti, svela come anche questi volatili esprimano delle utili capacità di riconoscimento precoce.

Lo studio è stato condotto congiuntamente dall’Università della California-Davis e dall’Università dell’Iowa, partendo dalle note capacità visive e mnemoniche dei piccioni. La ricerca ha svelato come questi comuni volatili siano in grado di distinguere tra tessuti del seno sani e cancerogeni, dall’analisi di mammografie digitalizzate.

La ricerca è nata dalla scoperta, su un precedente studio dell’Università dell’Iowa, di come i comuni piccioni siano in grado di memorizzare e riconoscere ben 1.800 immagini. Inoltre, così come l’esperto di psicologia e scienze cerebrali Edward Wasserman sottolinea, gli studi condotti negli ultimi 50 anni confermano come questi pennuti possano distinguere tra le varie espressioni facciali umane, alcune lettere dell’alfabeto, quadri, fotografie e molto altro. Da qui, l’idea di tentare la strada con la catalogazione delle mammografie digitali.

Ai piccioni sono state mostrate diverse mammografie, sia di seni sani che malati, addestrandoli al riconoscimento dell’una o dell’altra casistica. Se l’animale ritiene che l’immagine mostrata sia sana, becca un quadrato giallo, altrimenti uno blu. Qualora l’animale avesse fornito una risposta corretta, un apparecchio automatizzato rilascia un piccolo premio in cibo. L’esperimento, condotto inizialmente su quattro esemplari, ha dimostrato come nel tempo la capacità di riconoscimento sia salita dalla media del 50% all’84%, una percentuale che cresce al 99% quando gli animali vengono riuniti in gruppo per compiere lo stesso esercizio già sperimentato in solitudine. Richard Levenson, a guida della ricerca e professore associato presso l’Università della California-Davis, ha così commentato i risultati:

I piccioni hanno correttamente identificato microcalcificazioni relative al cancro dalle mammografie, ma hanno avuto più problemi nel classificare masse sospette. Un compito estremamente difficile, anche per gli osservatori umani più specializzati.

20 novembre 2015
Fonte:
UPI
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 21 novembre 2015 alle19:24 ha scritto: rispondi »

Posso capire i cani che annusano strutture biologiche e ne segnalano eventuali modificazioni , ma piccioni che interpretano le mammografie, sinceramente mi suona un po strano, se così fosse realmente, allora licenziamo qualche medico ed assumiamo piccioni , ci costano molto meno (Battuta ironica).

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