Sono in molti a criticare l’impiego dell’indice PIL (Prodotto Interno Lordo) per rappresentare numericamente il benessere di una nazione. Tra questi, gli economisti Hermann Daly e Robert Costanza, che negli anni ’90 hanno introdotto il concetto di Prodotto Interno Verde, equivalente al valore economico del lavoro svolto ogni anno da boschi e foreste presenti su un territorio.

Secondo una ricerca condotta dal mensile Geo, il PIV italiano del 2009 è quantificabile in sei miliardi di euro, cifra decisamente non trascurabile.

Nel conteggio rientrano tutte quelle attività, purtroppo spesso date per scontate, come la capacità di purificare l’aria da eccessivi livelli di CO2, che negli ultimi dodici mesi è stata quantificata in ? 169,4 per ogni ettaro. Ancora, la ricerca tiene conto dello smaltimento dei rifiuti organici (? 167,00 per ogni ettaro all’anno), del valore ricreativo degli spazi verdi (? 73,10) e della produzione di cibo (? 96,20).

Quello proposto da Daly e Costanza e ripreso nello studio condotto da Geo è un modo diverso per leggere la situazione economica di un paese, al quale forse andrebbe prestata maggiore attenzione. Fino ad oggi non si è tenuto conto dell’importante lavoro svolto dall’ambiente proprio perché considerato scontato ed economicamente non gravoso per le sempre meno profonde tasche pubbliche, ma in considerazione delle attuali emergenze in ambito economico e ambientale, si potrebbero trarre interessanti spunti di riflessione da questa nuova chiave di lettura.

24 febbraio 2010
I vostri commenti
marina vitullo, mercoledì 24 febbraio 2010 alle11:11 ha scritto: rispondi »

Sarei interessata, per motivi lavorativi, a conoscere le fonti dello studio citato e la metodologia utilizzata per la stima delle superfici forestali italiane. grazie.

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