C’era una volta la dinamo. Prima che luci e lampadine LED facessero il loro debutto, per illuminare la strada di fronte a sé in bicicletta non c’erano alternative: si avvicinava la rotellina alla ruota, così da emettere un fascio di luce la cui intensità era direttamente proporzionale alla forza della pedalata.

A volte il passato ritorna ed è proprio questo il principio di funzionamento al quale Nokia si è ispirata per la ricarica dei suoi telefoni in quelle zone dove la rete elettrica non è alla portata di tutti.

Debutta in Kenia (e nei prossimi mesi nel resto del mondo), un apparecchio pensato per ricaricare i cellulari andando in bicicletta, chiamato Nokia Bicycle Charger Kit, contenente anche il supporto per fissare in modo stabile il dispositivo al manubrio, come visibile nell’immagine di apertura.

Nel paese africano il prodotto viene venduto a un prezzo di circa 15 euro e con una pedalata di dieci muniti è in grado di garantire una ricarica sufficiente per 28 minuti in modalità conversazione e 37 ore in standby. Ovviamente, questi valori sono variabili in base al modello del telefono, della batteria equipaggiata e dalla velocità con cui si viaggia.

Nell’occasione Nokia ha anche presentato quattro nuovi cellulari destinati al territorio keniano, sul quale l’azienda finlandese punta molto in considerazione di un vasto bacino di potenziali utenti. Questi apparecchi, tenendo conto proprio della scarsa distribuzione della rete elettrica, hanno batterie capaci di resistere in modalità standby molto a lungo, con un’autonomia di addirittura sei settimane.

4 giugno 2010
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