La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), in collaborazione con la NASA, ha lanciato un interessantissimo servizio di mappe interattive globali per monitorare costantemente la vegetazione della Terra. Non si tratta di una semplice cartografia ripresa dal satellite, bensì di un’analisi pixel per pixel del verde mondiale per comprendere quanto l’uomo ne incida sulla sopravvivenza, quanto si modifichi nel corso delle stagioni, quali indici possa suggerire in termini di inquinamento, siccità, diffusione di malattie e molto altro ancora.

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Le mappe interattive del verde pubblicate dalla NOAA si contraddistinguono innanzitutto per il colore: sul planisfero non è riportata l’acqua, quindi il nostro Pianeta appare color marmo anziché nel suo canonico blu. Per arrivare all’elaborazione di queste straordinarie immagini, si è ricorso all’utilizzo delle tecnologie di ultima generazione presenti sul satellite artificiale Suomi NPP della NASA: utilizzando dei rilevatori all’infrarosso, il satellite può rilevare quanta energia solare sia assorbita dalla vegetazione e quanta invece riflettuta nello spazio, elaborando così una mappa ad affidabilità quasi millimetrica, con tanto di variazioni giornaliere, settimanali, mensili e annuali. I dati per questa prima versione sono stati raccolti tra aprile 2012 e aprile 2013, ma saranno costantemente aggiornati con le nuove fotografie che man mano arriveranno dalla strumentazione in orbita.

Ma a che servono delle mappe così dettagliate e perché è tanto importante monitorare costantemente la condizione di singoli alberi o intere foreste? Il sistema permette di elaborare una numerosa serie di teorie predittive, utili per la protezione sia dell’ambiente che dell’uomo. Ad esempio, il sistema può prevedere quali siano i danni – e i miglioramenti derivanti dai nuovi sistemi di approvvigionamento idrico – degli incendi stagionali alle Everglades, elaborando dei modelli di propagazione delle fiamme e indicazioni su come spegnere i roghi in modo tempestivo. Inoltre, può stabilire con certezza quando spazio l’agricoltura intensiva stia sottraendo alla foresta Amazzonica, stabilendo quindi quali conseguenze in termini di microclima e di emissione globale d’ossigeno si abbia dalla deforestazione. L’analisi della crescita annuale della vegetazione africana, giusto per fare un altro esempio, può aiutare i governi coinvolti a giocare d’anticipo sulle policy anti-siccità e, sempre dal continente africano, la quantità e la qualità del fogliame permetteranno di elaborare studi anticipatori di propagazione di patologie come la malaria. Nel continente asiatico, poi, l’analisi settimanale pixel per pixel permette di comprendere quanto le attività industriali dell’uomo – una crescita vertiginosa per l’Asia – stia minacciando l’ecosistema locale e le condizioni meteo, con stagioni delle piogge troppo intense, il rischio d’alluvioni o la modifica del normale ciclo dei monsoni. E così per tutte le altre zone della Terra, Europa inclusa.

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Per ammirare le straordinarie immagini NOAA basta collegarsi al sito ufficiale delle mappe, riportato nelle fonti. Chi fosse invece più interessato agli usi e alle possibilità analitiche e statistiche garantite da questo gigantesco progetto, può visionare il video proposto in calce.

23 giugno 2013
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