Il 25 febbraio tornano a manifestare i NO TAV. L’appuntamento è la pacifica marcia da Bussoleno a Susa a cui aderiscono, oltre ai comitati che si oppongono alla Torino-Lione, anche le amministrazioni comunali dei municipi interessati. Finalmente, dunque, si torna a parlare dell’insensato progetto ferroviario e non degli strascichi polemici che hanno accompagnato le ultime giornate.

Non è nostro compito entrare nel merito della questione giudiziario-politica legata all’arresto di alcuni militanti NO TAV. E questo, ci preme ricordarlo, non perché non sia poi un tema della sua massima importanza, ma per quelle che sono le caratteristiche specifiche del nostro lavoro. Osserviamo, allo stesso modo, come le suddette polemiche non debbano oscurare i motivi della lotta stessa, che sono tanti e troppo spesso non presi in considerazione dei media. Tra le adesioni del 25 anche Legambiente, che lo ha annunciato per bocca del proprio Presidente, Vittorio Cogliati Dezza:

Ribadiamo il nostro no a un’opera inutile e dannosa per il territorio e chiediamo invece a gran voce il potenziamento della linea esistente a partire dal Nodo di Torino, con particolare attenzione ai pendolari e al trasporto merci su ferro. è necessaria per il nostro Paese una politica trasportistica che prenda in esame i flussi di traffico transalpini, che sempre più si muovono lungo l’asse sud-nord, in relazione ai valichi già esistenti o in fase di realizzazione.

Gli fa eco anche il presidente di Legambiente Piemonte, Fabio Dovana:

È evidente che non esiste una seria politica dei trasporti volta a incentivare il trasporto su ferro e disincentivare quello su gomma; se così non fosse non si spiegherebbe il previsto raddoppio del tunnel del Frejus. Chiediamo quindi uno stop ai cantieri in Valle Susa e uno stop alla militarizzazione del territorio. Si torni a ragionare sulle reali necessità per il Paese, risparmiando le montagne di soldi che si butterebbero via per la costruzione della linea ad alta velocità Torino Lione. Quei soldi potrebbero essere investiti più utilmente per l’ammodernamento delle linee storiche e per il trasporto pendolare, settore che vive momenti sempre più tragici e che deve fare i conti con drastici tagli delle risorse.

Sull’inutilità della TAV Torino-Lione si era espresso non molto tempo fa anche l’Economist. L’auspicio è che questa volta le proteste vengano ascoltate con attenzione.

Fonti: Legambiente.it

23 febbraio 2012
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