Nuove soluzioni per la mobilità eco friendly, che tengano conto delle necessità di autonomia imposte dal quotidiano impiego del veicolo e, nello stesso tempo, la realizzazione di nuovi obiettivi all’insegna delle zero emissioni.

Ecco, in estrema sintesi, la carta d’identità della nuova piattaforma e-POWER messa a punto da Nissan, big player in tema di tecnologia di elettrificazione dell’autoveicolo.

Il progetto e-POWER, indica Nissan in queste ore, è di imminente debutto in Giappone, dove troverà posto nel sistema powertrain di Nissan Note. Dal punto di vista tecnico, e-POWER è stato sviluppato come liaison fra la “tradizionale” motorizzazione a combustione interna e la propulsione 100% elettrica.

In sintesi, il modulo e-POWER prevede un’unità a benzina, di piccola cilindrata, il cui impiego è previsto unicamente per la produzione di energia da destinare alle batterie al litio che alimentano la vettura.

Lo schema di Nissan e-POWER comprende, nell’ordine, il motore a scoppio, un generatore di potenza, il “pacco” batterie al litio per l’alimentazione del motore elettrico, un inverter che trasforma la corrente continua in corrente alternata e, appunto, l’unità elettrica.

Il motore a scoppio nel modulo Nissan e-POWER, dunque, non viene collegato alle ruote motrici, ma assolve a un compito di motogeneratore per gli accumulatori: un “gruppo di continuità” che entra in funzione quando la carica delle batterie scende al di sotto di un certo livello e, in questo modo, libera l’automobilista dalla necessità di dovere per forza trovare fonti esterne per la ricarica delle batterie della vettura (leggi: colonnine o prese elettriche).

Riguardo alla regolarità di funzionamento, i tecnici Nissan indicano che il modulo e-POWER assicura una istantanea risposta all’acceleratore, un adeguato comfort di bordo e – fattore tra i più importanti nell’ottica del gradimento da parte del pubblico – un’autonomia superiore a quella assicurata dalle attuali autovetture elettriche ad alimentazione “esterna”.

Ulteriori dettagli tecnici (potenza espressa dal modulo, valori di coppia motrice, consumo della piccola unità a benzina di supporto) saranno resi noti più avanti.

3 novembre 2016
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I vostri commenti
Maurizio-quef, venerdì 4 novembre 2016 alle8:07 ha scritto: rispondi »

Questa tecnica è applicata da tempo sulla I3Rex (range extended) della BMW. O la tecnica è la stessa - il motogeneratore serve solo per estendere il range - o altrimenti è un altro modo per andare a benzina, per di più con di mezzo un ulteriore rendimento. Il piccolo motogeneratore dovrebbe essere considerato d'emergenza, come nelle ibride plug-in, non come base funzionale, altrimenti è una presa in giro. Ma si vedrà quando Nissan sarà più chiara. E spero che finalmente lo sia anche per l'autonomia delle sue elettriche, e ammetta che dopo un paio di cariche al 100% perdono il 20% di capacità, come succede a tutte le batterie agli ioni di litio (tutte le ricerche oggi sono mirate a superare questo difetto con scarso successo).

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