Il nichel è un metallo piuttosto noto, che risponde al numero atomico 28. La sua presenza all’interno del corpo umano è di solito molto ridotta, seppure una sua eventuale carenza può dar luogo a spiacevoli conseguenze. Purtroppo lo stesso avviene per una eccessiva concentrazione, oltre a porre di fronte a molteplici rischi coloro che ne sono allergici.

La presenza di nichel è registrata all’interno delle ossa e del pancreas, mentre tracce sono state rinvenute anche nella saliva, nel sudore e nei liquidi sierosi. Nel complesso si stima il quantitativo massimo all’interno del corpo umano in 1 mg. Li principali fonti d’assunzione per l’organismo sono considerati i pomodori e i fagioli, mentre validi fornitori sono risultati anche il cioccolato fondente, le arachidi, i frutti di mare, i cavoli e i broccoli.

=> Scopri come dimagrire con alimenti senza nichel

Capitolo a parte per i grassi idrogenati, presenti in molte margarine e prodotti sostitutivi del burro, che ne contengono abbondanti dosi in quanto prodotti utilizzando proprio il nichel come catalizzatore. Basse percentuali di questo metallo sono state rinvenute anche nei tè ricchi di teina, nei formaggi stagionati, nel pesce surgelato e negli insaccati realizzati con carne di maiale.

Proprietà

Il nichel svolge alcune rilevanti funzioni all’interno del corpo umano e a esse sono legate le sue proprietà. Una di queste è il suo ruolo nel metabolismo degli ormoni e dei lipidi. Inoltre interviene anche in quello membranoso e della membrana cellulare.

Tra i compiti riconosciuti al nichel vi è anche quello di attivare alcuni enzimi presenti nel fegato (arginasi, carbossilasi e tripsina). Partecipa poi al metabolismo del glucosio. Quantità importanti di questo metallo sono riscontrate anche nel DNA e nell’RNA.

Pomodorini

Pomodorini[/caption]

Controindicazioni

Il corpo umano riesce solitamente a gestire piccoli sbalzi verso l’alto nell’assunzione di nichel, tanto da minimizzare nella maggior parte dei casi i possibili disagi. Esistono tuttavia due controindicazioni associate a tale metallo, una di tipo “interno” e un’altra di tipo “esterno”, che possono portare a una sintomatologia anche importante.

=> Leggi la ricetta vegan senza nichel del timballo di seitan e patate

Si tratta nel primo caso dell’irritazione della mucosa intestinale, causato da un eccessivo consumo di alimenti contenenti nichel (tra cui i grassi vegetali idrogenati), come anche da possibili alterazioni della flora batterica dell’intestino. Se la mucosa risultasse compromessa potrebbe consentire l’assorbimento di un quantitativo eccessivo di tale metallo (a danno della normale attività di fegato e reni).

Alcuni studi hanno stimato in un’assunzione eccessiva (500-600 mg al giorno) e prolungata di tale elemento possibili rischi tumorali a danno di polmoni e utero, oltre a un aumento del pericolo di manifestare infarto o ictus. A livello esterno il contatto con il nichel può dar luogo, nei soggetti allergici, a forti dermatiti da contatto.

Per quanto riguarda i rischi connessi a un’eccessiva assunzione di nichel esistono alcuni alimenti che possono consentirne una più rapida espulsione: carote, alghe e altre frutta/verdura ricca di vitamine A e C; cipolle, soia e pesce grazie alla presenza di aminoacidi solforati; le mele grazie alla pectina; l’aglio, che sfrutta la presenza di germanio.

31 luglio 2017
Lascia un commento