Neutrofili: valori e funzioni

I granulociti neutrofili, detti anche polimorfonucleati, sono cellule appartenenti ai globuli bianchi e più nello specifico alla classe dei granulociti. Sono caratterizzati da un nucleo segmentato con 2 o più lobature e da un citoplasma contenente numerose granulazioni. Il termine “neutrofilo” deriva dall’istologia e origina dalla incapacità di accumulare al loro interno coloranti acidi o basici.

I neutrofili sono cellule prodotte dal midollo osseo e si localizzano in parte nei vasi del sangue, insieme ai globuli rossi, e in parte aderiscono agli endoteli dei piccoli vasi nei tessuti periferici. In base alle necessità i neutrofili presenti nel sangue migrano per diapedesi nella sede dell’infezione richiamati da stimoli chemiotattici (citochine e chemochine) rilasciati nel tessuto danneggiato.

Prelievo, analisi del sangue

The nurse is going to loosening a tourniquet during the injection | Shutterstock

Valori e funzioni

Hanno un ruolo fondamentale all’interno del sistema immunitario: agiscono come fagociti che riconoscono e distruggono i patogeni (inclusi batteri e miceti) e lavorano in sinergia con macrofagi e linfociti per difendere l’organismo.

Questa importante azione è resa possibile dalla presenza sulla membrana dei neutrofili di particolari recettori detti PPR (Pattern Recognition Receptors); i PPR si legano ai PAMP (Pathogen Associated Molecular Pattern), specifiche molecole presenti sulla superficie del patogeno, e a questo punto il neutrofilo è attivato.

L’azione distruttiva viene attuata in due diverse modalità. Una volta che il patogeno ha espresso i PAMPs viene inglobato dal neutrofilo che inizia un vero e proprio processo di digestione (il processo che prende il nome di fagocitosi) attraverso particolari proteasi che degradano l’agente estraneo.

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Un altro meccanismo di distruzione è chiamato NET formation. Il processo è piuttosto complesso: il materiale nucleare comprensivo di cromatina, DNA e sostanze antibatteriche vengono espulse dai granuli citoplasmatici dei neutrofili nell’ambiente esterno, entra a contatto con gli agenti patogeni e li distrugge. Il numero di neutrofili presenti nel torrente circolatorio può essere stimato attraverso un semplice esame del sangue, più nello specifico emocromo con conta leucocitaria. Costituiscono il 40-75% del totale dei globuli bianchi del sangue. Il loro range di normalità è compreso tra 1.500 e 7.000 per mm3.

Si parla di neutrofilia quando il loro valore è superiore a 7.000-9.000. Un loro aumento non è un segno specifico di malattia, ma indirizza verso quelle che possono essere le cause: infezioni, infiammazioni, neoplasie, malattie autoimmuni, reazioni allergiche, farmaci (ad esempio cortisonici). Importante in questi casi è la clinica del paziente, così da impostare la giusta terapia in base alla patologia in corso.

Fondamentale è anche la ripetizione dell’esame emocromocitometrico post terapia, così da valutare l’andamento del valore dei granulociti neutrofili: se diminuiscono vuol dire che la terapia sta facendo effetto ed è quella giusta, mentre un loro incremento invece indica un mancato controllo dell’infezione ed è auspicabile un aggiustamento del protocollo terapeutico.

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Capita alle volte che i globuli bianchi si riversino quasi tutti nella sede del danno, in generale in alcune infezioni o infiammazioni gravi, lasciando i vasi sanguigni per distribuirsi e combattere la noxa nel tessuto interessato. In tal caso potremmo avere da emocromo valori molto bassi dei globuli bianchi con neutropenia. Tale leucopenia però è “falsa” perchè i globuli bianchi sono prodotti, ma sono trattenuti all’interno del focolaio infiammatorio. Ai successivi controlli del sangue e a terapia iniziata vedremo un rialzo netto dei bianchi e dei neutrofili.

La neutropenia indica una diminuzione dei granulociti neutrofili con valori inferiori a 1000 per mm3. Esistono vari gradi di gravità fino ad arrivare ad una neutropenia grave quando i valori scendono sotto i 500.

La neutropenia può essere conseguente a malattie congenite, patologie midollari, farmaci, carenze vitaminiche, sequestri, shock, processi settici. Alcuni fattori parafisiologici possono influire sulla concentrazione di granulociti nel sangue: ciclo mestruale, gravidanza, fattori di stress, farmaci ecc.; pertanto prima di sottoporsi ai controlli è importante informare il personale medico in merito a tali eventuali condizioni.

29 marzo 2018
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