Il Nepal conferma un trend virtuoso nella protezione di uno degli animali più a rischio nel mondo: il rinoceronte. Questa specie, preda dei cacciatori di frodo e dei bracconieri senza scrupoli, è minacciata per l’iconico corno, venduto a peso d’oro sui mercati orientali. Eppure, per il terzo anno consecutivo, la nazione asiatica è riuscita a raggiungere il traguardo di zero esemplari uccisi negli ultimi dodici mesi.

Lo scorso sabato, presso la città di Chitwan, è stata celebrata una funzione speciale per commemorare l’importante traguardo, alla presenza di Agni Prasad Sapkota, il Ministero per la Conservazione delle Foreste e del Terreno. Ribattezzato “Zero Rhino Poaching Year 2015”, l’evento ha coinvolto le istituzioni e i cittadini locali, per riconoscere quanto sia fondamentale preservare la biodiversità tipica del Nepal.

La riconferma dell’obiettivo zero contro il bracconaggio, una piaga che continua a mietere vittime altrove, è il risultato di uno sforzo collettivo, nonché dell’implementazione di pratiche mirate di contenimento, così come lo stesso Ministro ha ricordato. Un programma che ha visto un concerto di forze tra la polizia, l’esercito e un gruppo scelto di scienziati esperti in conservazione.

Proprio Chitwan è patria di una delle riserve più grandi per la salvaguardia del rinoceronte a singolo corno, il Chitwan National Park of Nepal. Insieme al Kaziranga National Park in India, queste due strutture di conservazione ospitano gran parte dei rinoceronti a unico corno. A inizio degli anni ’50, questi esemplari erano più di 800, oggi il loro numero non supera le 100 unità.

Come già accennato, la piaga del bracconaggio è ancora lontana dall’essere completamente sconfitta in altre parti del globo. Nelle nazioni africane, in particolare, si assiste a una crescita del fenomeno, derivante anche dagli altissimi prezzi che i corni possono raggiungere sul mercato nero. Questi vengono acquistati soprattutto in Asia, dove finiscono nelle case di collezionisti o, più frequentemente, dove vengono impiegati per la medicina tradizionale.

8 febbraio 2016
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I vostri commenti
Luciano, mercoledì 10 febbraio 2016 alle8:25 ha scritto: rispondi »

Meno male ! La notizia serve a dimostrare che, qualche volta, le firme servono a limitare i pessimi vizi umani !

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