Nei giorni scorsi le aziende operanti nel settore delle energie rinnovabili e le organizzazioni ambientaliste avevano sollevato il loro grido di protesta, dopo che le istituzioni si erano pronunciate in merito all’introduzione di consistenti tagli riguardanti gli incentivi all’adozione delle tecnologie di produzione di energia verde, all’interno della nuova Legge Finanziaria 2010.

Fortunatamente l’allarme sembra essere rientrato, stando a quanto riportato in comunicati diffusi da ANEV e altre associazioni.

Scongiurati quindi i rischi di veder tagliati i coefficienti di incentivazione per gli impianti non programmabili, quelli cioè non in grado di assicurare la continua fornitura di energia in condizioni atmosferiche sfavorevoli e ridotto il valore del Certificato verde di oltre il 50%.

Inoltre, se l’emendamento in questione avesse ottenuto l’approvazione definitiva, il Governo avrebbe affidato a Terna SpA pieno potere decisionale nell’ambito della determinazione del quantitativo massimo di energia elettrica da produrre ed erogare mediante impianti non programmabili.

Una buona notizia dunque, che viene anche in aiuto al nostro paese al fine di evitare le sanzioni a cui si incorrerebbe non rispettando gli obiettivi stabiliti in sede europea, secondo i quali entro il 2020 il 17% dei consumi energetici dovrà essere soddisfatto proprio da fonti rinnovabili.

27 novembre 2009
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