Nuovo possibile pericolo ambientale per i mari italiani. La nave cargo “Mustafa Kan” sembra ormai destinata a colare a picco, dopo che nella notte di venerdì era stato inviato il segnale di SOS da parte dei membri dell’equipaggio. L’imbarcazione si trova a 24 miglia dalle coste di Siracusa e preoccupa per la possibile perdita di inquinanti come il fosfato d’ammonio.

I mezzi del Ministero dell’Ambiente e della Capitaneria di Porto siracusana, coadiuvati da tre mezzi della flotta Castalia”(specializzata in interventi antinquinamento da idrocarburi). L’attenzione è concentrata sulle 8mila tonnellate di fosfato di ammonio che rappresentavano il carico della Mustafa Kan. Il fertilizzante non potrà essere recuperato, da quanto si apprende, quindi sarà destinato ai fondali marini insieme all’imbarcazione panamense.

La Mustafa Kan era diretta in Marocco, prima di terminare anzitempo il suo viaggio al largo del Porto di Avola e dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Se da un lato la Capitaneria di Porto minimizza i rischi per riguarda sversamenti e danneggiamenti alle coste, dall’altro manifestano una evidente preoccupazione i Verdi, che temono un possibile disastro ambientale. Come fanno sapere attraverso il portavoce provinciale Paolo Pantano:

Capiamo e apprezziamo l’intento della Capitaneria e delle istituzioni in genere di tranquillizzare la popolazione. è giusto che sia così perché non si crei allarmismo, ma noi qualche preoccupazione in merito a questa vicenda, sinceramente, l’abbiamo.

Proprio il possibile danno all’ecosistema sottomarino è il punto cruciale per i Verdi, che temono effetti disastrosi per l’Area Marina Protetta del Premirio. Ha proseguito Pantano:

Il fosfato di ammonio è tossico e causa l’eutrofizzazione delle alghe, una eventuale contaminazione recherebbe un danno enorme, ad esempio, alla Posidonia, l’alga marina che affolla il Mar Mediterraneo e che ha una funzione ecologica fondamentale, rappresentando rifugio e linfa per la fauna ittica e salvaguardando l’erosione della costa.

I Verdi chiedono quindi che vengano al più presto recuperati i fusti contenenti il fertilizzante, così da evitare il loro possibile inabissamento e la loro più che probabile rottura una volta in profondità. Secondo quanto ha concluso Pantano:

Il fatto che la profondità delle acque sia di 2mila metri non è una buona notizia se i fusti che contengono ammonio vanno a fondo non reggerebbero la pressione e si spaccherebbero e, questo, sarebbe molto grave.

Dopo averci rassicurato che tutto il contenuto inquinante presente all’interno del mercantile sia stato recuperato il nostro prossimo passo sarà quello di chiedere le analisi delle acque e, dopo ancora, di proporre che le navi cargo siano tenute a debita distanza dai siti naturalistici di rilievo della nostra costa.

26 settembre 2016
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