Naufragio Costa Concordia, Corrado Clini chiederà lo Stato d’emergenza al prossimo Consiglio dei Ministri. Il rischio ambientale, come sottolineato dallo stesso ministro dell’Ambiente è “altissimo” e richiede interventi d’urgenza. Scongiurato al momento il pericolo carburante: le chiazze oleose non proverrebbero dai serbatoi della nave da crociera.

Ieri sera durante lo speciale di Porta a Porta sul naufragio della Costa Concordia, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha dapprima smentito le voci su possibili fuoriuscite di carburante dallo scafo, imponendo poi un ultimatum di due giorni alla compagnia di navigazione:

La Costa Crociere – ha detto Clini – dovra’ presentare entro 48 ore un piano di svuotamento dei serbatoi, che sara’ analizzato per verificarne le condizioni sicurezza.

Molte incertezze che hanno riguardato ieri il numero dei dispersi. Durante la stessa puntata del programma condotto da Bruno Vespa, l’Ammiraglio Marco Brusco, comandante generale della Capitaneria di Porto, ha fissato a 29 il numero di coloro che ancora mancano all’appello: 25 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio.

Proprio l’equipaggio avrebbe contribuito in maniera decisiva al salvataggio di molte vite. Ammutinandosi al proprio comandante, i marinai della Costa Concordia avrebbero deciso di lanciare l’allarme a bordo e avviare le operazioni di evacuazione della nave. Riprese nel frattempo le operazioni di ricerca degli scomparsi, anche se ormai le speranze di trovare nuovi superstiti sembrano affievolirsi.

Cauto ottimismo per quanto riguarda il possibile versamento di gasolio viene invece espresso da Franco Del Manzo, Responsabile Area Internazionale Ambientale dell’Unione Petrolifera:

Il problema costituito da un’eventuale fuoriuscita di gasolio dalla Costa Concordia è certamente gravissimo, ci dice, ma è meno grave e soprattutto più facilmente gestibile di quanto non lo sarebbe se ci si trovasse di fronte a un’analoga quantità di greggio sversato. Il gasolio ha una volatilità molto superiore rispetto a quella del greggio e quindi tende a evaporare naturalmente molto prima


Orientamento non condiviso però da Greenpeace, che ricorda come “appena” 400 tonnellate di carburante (contro le 2.380 presenti sulla Costa Concordia) proveniente dalla porta container Rena, naufragata in Nuova Zelanda, siano costate la vita a 20.000 uccelli marini e l’inquinamento di decine di chilometri di costa.

Fonti: ASCA | Adnkronos

17 gennaio 2012
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