Ministero dell’Ambiente chiede maxi risarcimento da 200 milioni di euro per il naufragio della Costa Concordia. Tanto è la cifra quantificata dall’Avvocatura dello Stato per far fronte ai danni provocati dall’incidente avvenuto nella notte del 13 gennaio del 2012. Ulteriori danni dovranno essere riconosciuti anche agli altri ministeri coinvolti.

Stando a quanto comunicato dall’avvocato Patrizia Pinna da parte di Costa Crociere dovrebbero essere corrisposti, oltre ai già citati 200 milioni relativi al Ministero dell’Ambiente, altri 5 milioni da riconoscere al dicastero dei Trasporti, 10 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1,6 all’Interno, 1,3 alla Difesa, 1,2 alle Infrastrutture e infine ulteriori 3,7 milioni di euro per il Dipartimento di Protezione civile.

A giustificare tali cifre sarebbero, spiega la portavoce dell’Avvocatura dello Stato, i danni ambientali prodotti ai fondali del Giglio e alla scogliera dove la Costa Concordia urtò quella notte. Un naufragio che ricordiamo non causò soltanto danni economici e all’ambiente, ma costò la vita a 32 persone tra passeggeri e personale di bordo.

Agli altri ministeri spetteranno in sostanza i rimborsi per i costi sostenuti in virtù delle operazioni di soccorso e pronto intervento causate dallo stato di emergenza, dal dispiego di risorse logistiche e per la compensazione delle spese relative alle attività di ripristino di scogli e fondali.

Costa Crociere ha proprio in questi giorni reso noto le cifre relative al risarcimento danni corrisposto a passeggeri, personale di bordo e parenti di 29 delle 32 vittime, che ammonta in totale a circa 84 milioni di euro.

È nel frattempo attesa per il 10 febbraio la sentenza penale che vede coinvolto l’ex Capitano della Costa Concordia Francesco Schettino, per il quale il Pubblico Ministero ha chiesto una condanna a 26 anni e 3 mesi di carcere.

27 gennaio 2015
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