I social network sono stati sommersi dalle immagini di migliaia di gatti neri, impegnati nelle più simpatiche attività. Un’invasione pacifica nata tutt’altro che per scherzo: nel Regno Unito, e in altre nazioni mondiali, si celebra oggi il National Black Cat Day, la giornata nazionale del gatto nero. Una ricorrenza per sensibilizzare alla cura e all’adozione di questi amorevoli felini, spesso discriminati per le ingiuste dicerie sul loro conto, tra miti scaramantici e superstizioni. Anche in Italia da qualche anno si celebra una ricorrenza analoga, posticipata però al 17 novembre. Il 17 febbraio, invece, è il turno della festa di tutti i gatti.

Protagonista delle più misteriose leggende, e di credenze popolari dure a morire, ancora oggi il gatto nero subisce forti discriminazioni. Questi esemplari, infatti, sono fra i più abbandonati, nonché fra quelli più difficili da accasare presso una nuova famiglia una volta giunti in rifugio. E con l’arrivo dell’era moderna, tra smartphone e tablet, non è solo la motivazione scaramantica ad aver la meglio: secondo quanto riportato da un recente studio, infatti, aumenterebbero i rifiuti perché i felini dal manto scuro non spiccherebbero nelle inquadrature durante i Gatti neri invisibili nei selfie. Per questo una festa per celebrarli e ricordarli, per sensibilizzare sulle loro necessità d’affetto e di accudimento, lontane da vetusti stereotipi.

Secondo una ricerca della Cats Protection, i gatti neri impiegano il 13% di tempo in più prima di trovare una nuova abitazione, a differenza dei cugini di altre colorazioni. Inoltre, rimangono fra gli animali domestici più abbandonati, con dei dati preoccupanti: dal 2007 al 2013, il numero di esemplari raccolti dai rifugi è aumentato del 65%. Un fatto che conferma, soprattutto nel Regno Unito, come miti e superstizioni siano duri a morire e, non ultimo, come siano pronti anche a scavalcare i confini nazionali: in Gran Bretagna, infatti, il felino nero è tradizionalmente un simbolo di buona fortuna, ma le interpretazioni più funeste provenienti dalle altre nazioni europee sembrano aver avuto la meglio. Uno stigma che oggi si tenta di combattere sia con l’aiuto dei social network che con delle iniziative a tema presso i gattili, affinché sempre più quadrupedi trovino una nuova famiglia.

27 ottobre 2015
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aldo, mercoledì 28 ottobre 2015 alle17:22 ha scritto: rispondi »

é semplicemente barbaro e fuori da ogni civiltà avercela con i gatti neri. La superstizione è la madre dell ignoranza e della stupidità. Ho un micio nero da 10 anni e vorrei potesse viverne altri 10, la gioia e la felicità che ha portato in casa mia è tanta e i miei figli sono cresciuti con lui. Il gatto nero a mio parere vista l esperienza diretta ha un carattere meraviglioso e sofisticato e si distingue dalla altre razze poichè è di indole buona. Quei tre adolescenti che uccidono un gatto a pedate avrebbero bisogno di 10 anni di riformatorio e in futuro saranno certamente dei deinquenti. Accanirsi contro un animale indifeso vuole dire vigliaccheria. Adottate un micio nero non ve ne pentirete.

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