Le festività di Natale sono ormai alle porte e, come ogni anno, giunge il momento di decorare la casa. Tra l’albero, il presepe, le ghirlande e i più svariati addobbi, tuttavia, trova anche largo spazio l’impiego di piante ornamentali. Si tratta di varietà di fiori che, per loro caratteristica intrinseca, tendono a raggiungere il massimo della fioritura nel periodo invernale, rendendole quindi perfettamente adatte alle tradizioni di fine anno. Ma quali sono e, soprattutto, quali peculiarità le rappresentano?

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Si tratti della classica Stella di Natale o del comune pungitopo, sono davvero le più svariate le piante ornamentali che si addicono alle festività. A molti di questi esemplari, inoltre, è legato un significato simbolico proveniente dalla tradizione. Di seguito, le proposte più interessanti.

Stella di Natale e pungitopo

Tra le piante più caratteristiche delle festività natalizie, la Stella di Natale e il pungitopo sono certamente le più diffuse. Dato l’intenso verde delle loro foglie, nonché all’accesa colorazione rossa di fiori e bacche, questi esemplari sposano perfettamente le tinte tipiche di questo periodo dell’anno, tanto da diventare presto elementi centrali delle decorazioni, ad esempio come centrotavola.

La Stella di Natale, ovvero l’Euphorbia pulcherrima, è una pianta appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae e originaria del Messico. Conosciuta anche come Poinsettia, dal nome dello scopritore Joel Roberts Poinsett, venne introdotta negli Stati Uniti nel 1825, per poi diffondersi rapidamente in tutto il mondo. Data la sua fioritura invernale e le intense foglie rosse, questa pianta è diventata rapidamente il simbolo del Natale, tanto che nel tempo si sono sviluppate le più suggestive leggende. Per tradizione, infatti, sembra che questa pianta sia stata scelta da una bambina molto povera, desiderosa di portare in Chiesa il 25 dicembre un dono che potesse mostrare a Gesù la devozione del suo cuore. All’interno del tronco e dei rami della Stella di Natale è però contenuta una sostanza, detta lattice, lievemente irritante per la pelle: quest’ultima, tuttavia, può risultare tossica per gli animali domestici.

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Il pungitopo, il Ruscus aculeatus, è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Ruscaceae. Dall’aspetto cespuglioso, e dalle numerose foglie appuntite e acuminate, questa pianta produce delle caratteristiche bacche rosse, un colore che ne ha giustificato il ricorso per Natale. Noto anche come agrifoglio, cresce spontaneamente in molte zone d’Italia, in particolare nelle aree boschive e montane del Nord, sebbene possa essere anche coltivato. Nella tradizione, l’agrifoglio scandisce il passaggio tra l’autunno e l’inverno e, proprio per la sua ampia disponibilità a dicembre, è stato tradizionalmente scelto come pianta povera per il 25 dicembre.

Skimmia e Rosa di Natale

Seppur meno diffuse delle precedenti, negli ultimi anni si assiste a una sempre maggiore richiesta di altre due piante tipicamente natalizie: la skimmia e la Rosa di Natale.

La skimmia, in botanica conosciuta come Skimmia japonica, è una pianta cespugliosa appartenente alla famiglia delle Rutacee. Originaria del Giappone, così come suggerito dallo stesso nome botanico, si caratterizza per lucide foglie verdi lievemente appuntite, da cui sorgono dei piccoli e originali fiori bianchi, questi ultimi spesso con disposizione a ombrello. Inoltre, la pianta può produrre anche delle bacche di colore rosso, sebbene la loro apparizione dipende molto anche dal clima a cui i cespugli sono esposti. Dalla grande resistenza al freddo, questa pianta è scelta per Natale dati i suoi colori: oltre al verde e al rosso, infatti, i suoi candidi fiori ricordano la neve.

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La Rosa di Natale, conosciuta anche come Helleborus niger o elleboro, è una pianta invernale appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Capace di resistere a temperature mediamente fredde, la pianta si caratterizza per i suoi fiori bianchi e candidi, dai petali arrotondati e molto morbidi. Oltre a rappresentare la neve tipica di dicembre, questo fiore porta con sé anche una leggenda. Si narra che una donna, partita per Betlemme per conoscere il neonato Gesù, sia scoppiata in lacrime poiché priva di un dono da offire al pargolo. Le sue lacrime, toccando il suolo, hanno quindi dato luogo a numerosi fiori, poi offerti a Giuseppe e Maria.

Vischio

Durante le festività di fine anno, non può mancare nelle abitazioni un rametto di vischio. A questo arbusto, infatti, sono collegate molte delle tradizioni tipiche del Natale, ma anche delle usanze decisamente romantiche: secondo consuetudine, infatti, gli innamorati dovranno scambiarsi un appassionato bacio passando nei pressi di un ramo della pianta. Proprio per questo motivo, il vischio è diventato soprattutto un simbolo dell’euforia e delle buone speranze per il Capodanno.

Il Viscum album è una pianta cespugliosa appartenente alla famiglia delle Viscaceae. Di natura sempreverde, si caratterizza per rametti molto articolati, piccole foglie verdi nonché delle peculiari bacche bianche. Il ricorso durante le festività è legato alle tradizioni anglosassoni, in particolare a quelle relative alla dea Freya. Loki, uno dei suoi figli, causò la morte del fratello Balder: la dea, disperata per l’accaduto, pianse numerose lacrime che, a contatto con un rametto di vischio, causarono la resurrezione del giovane. Freya, presa dall’entusiasmo, cominciò quindi a donare baci a chiunque passasse sotto un rametto di questa pianta.

27 novembre 2016
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