Natale 2015 occasione per regalare un futuro alle foreste. Questo lo slogan della campagna promossa da Greenpeace e volta alla salvaguardia del patrimonio verde mondiale, culla della vita per specie animali a rischio come tigri e oranghi, ma anche strumento prezioso di difesa contro i cambiamenti climatici.

La campagna Greenpeace “Natale per la foresta” vuole contribuire inoltre a proteggere il patrimonio boschivo e forestale mondiale dalle attività dell’uomo, come spesso accade tra le principali minacce per l’ecosistema. Alberi il cui rischio è legato in molti casi, sottolinea l’associazione, al commercio illegale di legname, agli incendi, agli allevamenti intensivi o alle monocolture industriali.

Vi sarebbe il mercato dell’olio di palma tra le minacce più gravi corse dalle foreste pluviali dell’Indonesia, come ha testimoniato la stessa Greenpeace negli scorsi mesi. In particolare sarebbero andati persi 31 milioni di ettari di foresta, un’area di poco inferiore all’estensione della Germania, negli ultimi 25 anni. Quasi il 40% dei terreni interessati tra il 2011 e il 2013 da deforestazione è stato poi convertito, spiega l’associazione, a piantagioni industriali. Danni anche per le persone, con circa 500 mila individui affetti da patologie respiratorie acute scatenate dai roghi.

Malgrado i progressi per quanto riguarda la tutela dell’Amazzonia in Brasile la deforestazione è tornata a crescere nell’ultimo anno (+16%) soprattutto a causa della “mafia del legno”. Uno scempio che deve essere fermato, come ha sottolineato Martina Borghi della campagna Foreste di Greenpeace Italia:

Abbiamo già distrutto più dell’80 per cento delle foreste del nostro Pianeta, la casa di oltre la metà delle specie animali e vegetali. Dobbiamo assolutamente fermare questo scempio, per salvare la biodiversità, il clima, le persone. Dobbiamo difendere gli ultimi polmoni del mondo e dobbiamo farlo tutti insieme.

7 dicembre 2015
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