Presentato l’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali. Presentata lo scorso fine settimana a Roma, la piattaforma web italiana georeferenziata per il momento raccoglie 100 schede, ciascuna relativa a un caso emblematico di vertenza ambientale, raccolti così in un vero e proprio atlante. Segue giusto di un anno l’Atlante Globale sulla Giustizia Ambientale, una piattaforma di mappatura online dei conflitti ambientali di tutto il mondo, realizzata dalla rete sulla giustizia ambientale Ejolt (Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade) con la collaborazione attiva del CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali).

Il passaggio dal globale al nazionale è quindi stato fatto grazie al lavoro del CDCA e rientra nell’ambito del progetto europeo di ricerca Ejolt, finanziato dalla Commissione Europea (7° Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione) che da 5 anni coinvolge oltre 20 partner internazionali tra università e centri studi indipendenti che si sono occupati di conflitti e giustizia ambientale.

È stato grazie al lavoro di ricercatori universitari, giornalisti esperti di tematiche ambientali ed attivisti, a stretto contatto con le realtà territoriali attive su ciascun caso che si è riusciti ad arrivare ad una vasta bibliografia che va a definire ogni scheda.

Le categorie di conflitti ambientali presi in considerazione sono 10 e comprendono: nucleare; estrazione mineraria e cave; gestione dei rifiuti; biomasse e conflitti legati alla terra; fonti fossili e giustizia ambientale; gestione della risorsa idrica; infrastrutture e cementificazione; turismo e ricreazione; conflitti per la conservazione della biodiversità; industria, manifattura e installazioni militari.

È possibile accedere a vari tipi di informazioni che vengono gestite con dei filtri e si va dagli aspetti economici a quelli relativi alle conseguenze sulla salute.

Il fine è quello di promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza, rendendo disponibile la documentazione e allo stesso tempo si crea una rete che fa da riferimento per quelle realtà che si sono mobilitate per la tutela del proprio territorio e che sono riuscite a vincere la loro lotta.

Già all’uscita l’anno scorso dell’Atlante Globale sulla Giustizia Ambientale si registravano infatti un 17% di lieti fine a favore della tutela del territorio e quello che si notava è che spesso a fare la differenza sono proprio i movimenti dal basso, in quanto espressione delle realtà che vivono in un determinato luogo.

La partecipazione non si ferma alla consultazione: sarà possibile partecipare direttamente all’implementazione della mappa. Dopo essersi registrati seguendo le istruzioni e compilando il formulario predisposto sarà possibile caricare direttamente informazioni e documenti che dopo esser stati vagliati dall’equipe del CDCA entreranno a far parte dell’archivio nazionale a disposizione degli utenti.

Questo atlante risulta anche un importante strumento che permette a giornalisti, ricercatori, docenti, studenti ma anche membri delle istituzioni pubbliche, di accedere a informazioni altrimenti difficili da raggiungere in modo semplice e immediato, insomma, un passo in più verso la libera informazione.

16 marzo 2015
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