La NASA ha annunciato la scoperta di altri 219 corpi celesti che potrebbero essere classificati come pianeti. Di questi 10 avrebbero le condizioni per ospitare la vita come la Terra. L’annuncio arriva in occasione della presentazione dei risultati ottenuti grazie all’esplorazione del telescopio spaziale Kepler. È stato aggiornato il catalogo degli altri mondi, con un numero che sale a 4.034. Dei corpi celesti individuati 2.335 sono stati già classificati come pianeti.

I nuovi aggiornamenti arrivano dopo quattro anni di attività del telescopio Kepler, che ha permesso di avere una visione dettagliata dei pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Grazie agli ultimi dati è stata completata anche l’analisi dell’area nella costellazione di Cygnus.

È stato visto che 10 dei nuovi corpi celesti individuati avrebbero una dimensione simile a quella del nostro pianeta. Inoltre si troverebbero ad una distanza adeguata dalla stella attorno alla quale orbitano per poter avere acqua allo stato liquido sulla superficie.

L’obiettivo è quello di creare un catalogo per comprendere la frequenza nell’intera galassia di pianeti simili alla Terra, in modo da contribuire a progettare delle missioni future per la ricerca di un altro pianeta come il nostro.

Analizzando i risultati dell’osservazione di Kepler, un altro gruppo di scienziati ha misurato in maniera dettagliata le dimensioni e le caratteristiche di migliaia di pianeti. Il risultato consiste nella classificazione in due tipologie principali: i corpi celesti gassosi minori per dimensioni di Nettuno e quelli rocciosi della stessa grandezza della Terra.

Si tratta di una scoperta importante, perché significa che quasi la metà dei pianeti scoperti nella galassia hanno un’atmosfera poco adatta per ospitare forme di vita. Benjamin Fulton, coordinatore dello studio, ha spiegato che questo lavoro di classificazione è importante come quello dei biologi che identificano nuove specie di animali:

Trovare due gruppi distinti di esopianeti è come scoprire che mammiferi e lucertole formano due rami distinti dell’albero evolutivo.

20 giugno 2017
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I vostri commenti
Massimo, giovedì 22 giugno 2017 alle17:51 ha scritto: rispondi »

Ben vengano tutti i tipi di ricerche ! Guai fermare la curiosita' scientifica. Naturalmente i finanziamenti devono essere equilibrati tenendo conto delle priorità.

Michele La Rocca, mercoledì 21 giugno 2017 alle21:33 ha scritto: rispondi »

Quanto sarebbe bello se tutti quei soldi, invece che peri cercare improbabili pianeti abitabili, fossero utilizzati per mantenere abitabile il nostro!

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