Sono minuscole, lunghe poche millimetri ognuna, le due alghe sperimentate in questi giorni nel Golfo di Napoli. La Botryococcus braunii e la Scenedesmus obliquus si nutrono normalmente di componenti di azoto e fosforo e, proprio per questo, si pensa che possano essere utili nella riduzione dell’inquinamento da acque reflue.

Poste nei test vicino agli scarichi dei depuratori, pare abbiano ridotto l’inquinamento di un buon 90%. Un risultato più che incoraggiante che sembra aprire a un utilizzo diffuso. Infatti, l’azoto e il fosforo sono sostanze inquinanti potenzialmente letali per gli habitat marini e nocivi anche per l’uomo. Il fatto che tali alghe semplicemente li “mangino” potrebbe costituire una soluzione semplice ed efficace a un problema che definire annoso potrebbe sembrare un eufemismo.

Ma i ricercatori sono entusiasti delle due micro-alghe anche per un altro motivo. Grazie all’alta quantità di materia grassa in esse contenuta, si pensa di poter ricavare in un prossimo futuro da loro anche del biodiesel. In pratica, gli scarichi di acqua reflua delle nostre abitazioni diventerebbero il carburante green delle nostre autovetture. Un sogno, su cui i ricercatori stanno però lavorando concretamente.

A noi non resta che incrociare le dita.

7 settembre 2011
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I vostri commenti
giovanni, lunedì 28 marzo 2016 alle17:49 ha scritto: rispondi »

speriamo che non siano i soliti salmi che finiscono in gloria

Cosimo, venerdì 23 settembre 2011 alle10:13 ha scritto: rispondi »

SPERIAMO NON SIA UNA BUFALA

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