Nanoparticelle di zinco nei prodotti in scatola: gli effetti sulla salute

Prodotti in scatola come il tonno contengono fino a 100 volte più zinco di quanto dovrebbero per rispettare i limiti di sicurezza alimentare, il che potrebbe portare a delle conseguenze sulla salute, soprattutto sull’intestino.

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Lo rivela un nuovo studio condotto dal professore Gretchen Mahler della Binghamton University di New York, che a proposito dei risultati ottenuti ha dichiarato:

Abbiamo scoperto che nanoparticelle di ossido di zinco, a dosi rilevanti per ciò che si potrebbe mangiare normalmente in un pasto o in un giorno, possono cambiare il modo in cui l’intestino assorbe i nutrienti o l’espressione genica e proteica delle cellule intestinali.

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Per la ricerca sono stati analizzati barattoli di tonno, mais, asparagi e polli, alimenti naturalmente a basso contenuto di zinco, ma confezionati in scatole rivestite con il minerale, che va dunque a contaminare l’alimento. In particolare, sarebbe il pollo in scatola quello più contaminato da nanoparticelle di ossido di zinco, seguito dagli asparagi, dal tonno e dal mais dolce.

Viene spiegato che queste nanoparticelle di zinco sono presenti nel rivestimento di alcuni prodotti in scatola per le loro proprietà antimicrobiche e per prevenire la colorazione degli alimenti che producono zolfo, ma assumerle in dosi rilevanti potrebbe avere implicazioni sulla salute nel lungo termine, anche se finora non sono chiare. Al momento, l’eccessiva assunzione di zinco sarebbe associata a convulsioni, febbre, vomito e svenimento.

11 aprile 2018
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