Milano è sempre più terreno di scontro tra aziende concorrenti nel settore della mobilità pubblica. Il capoluogo meneghino, che nei mesi scorsi ha visto una dura battaglia tra i tassisti tradizionali e Uber, il servizio di noleggio con conducente accessibile tramite app, accoglie infatti un terzo “incomodo” rappresentato dal gruppo Daimler e dal suo mytaxi.

La novità portata a Milano dai tedeschi è già presente da tempo negli USA, in Germania, in Austria, in Spagna, in Svizzera e in Polonia, per un totale di circa quaranta città coperte. Come Uber, anche mytaxi si basa su un app gratuita per smartphone con sistema operativo Android e iOS a cui presto si aggiungerà Windows Phone. Scopo del servizio è quello di consentire agli utenti di richiedere il taxi più vicino tramite geolocalizzazione, così da offrire indicazioni sul modello della vettura e sulla targa, nonché mostrando una foto del conducente.

Una volta scelta l’auto da noleggiare, il cliente può vedere il percorso di avvicinamento direttamente sulla mappa, per poi iniziare il viaggio e pagare quanto stabilito dal tassametro appena arrivato a destinazione. Daimler prevede l’uso di contanti o del pagamento elettronico, che può essere effettuato a patto di aver inserito i dati della propria carta di credito (prossimamente si aggiungerà anche PayPal) al momento della registrazione al servizio.

Tra le funzioni dell’applicazione è stato integrato un sistema di valutazione da 1 a 5 stelle che consente sia al passeggero che al conducente di valutarsi a vicenda. Questo dovrebbe rappresentare un utile parametro per capire la serietà di chi guida e di chi usa il servizio, anche perché mytaxi prevede perfino un ban dell’account per chi si rende protagonista di una serie di comportamenti scorretti, come ad esempio mandare a vuoto più di una prenotazione.

La fase di lancio prevede uno sconto del 50% fino al 17 maggio su tutti i viaggi effettuati entro i confini di Milano, mentre per i tassisti che decideranno di aderire a mytaxi l’iscrizione sarà gratuita e fino al 30 settembre Daimler non chiederà le trattenute su ogni corsa portata a termine, oltre al fatto che non ci saranno costi di recesso né altri esborsi fissi.

15 aprile 2015
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