Quella nei rifugi non è una vita semplice, anche per i cani e i gatti più pacifici. Nonostante l’incredibile impegno dei volontari, che cercando di fornire il massimo per sopperire ai bisogni dei quadrupedi, l’esistenza lontana da una famiglia e in gabbia alimenta stress e paura. Un rimedio, tuttavia, potrebbe giungere dalla musica.

È quanto ritiene un veterinario statunitense, la dottoressa Pamela Fisher, che ha aiutato più di 1.100 rifugi introducendo dei brani che potessero calmare cani e gatti, tanto da ridurre l’abbaiare costante dei quadrupedi. Lo riporta l’Huffington Post, nel parlare del progetto no-profit Rescue Animal MP3 Project: inaugurato quatto anni fa, si propone di richiedere ad artisti e volontari della musica che sia “pet-friendly”. Un’iniziativa che ha avuto ampio riscontro, con la raccolta di numerose ore di produzione di grandi classici come Beethoven, Mozart e Chopin, ma anche di musica appositamente composta per gli amici a quattro zampe. Così spiega la veterinaria, dalla sua sede di North Canton, nell’Ohio:

Ho usato la musicoterapia nella mia pratica, ho quindi voluto trovare un modo per aiutare gli animali da rifugio nella mia comunità.

Una comunità molto allargata, considerato come dopo quattro anni il progetto si sia esteso ai 50 stati della nazione, raggiungendo oltre 115.000 amici a quattro zampe. E i risultati sarebbe confermati dagli stessi volontari di canili e gattili, impressionati dall’effetto calmante sugli animali. Tina Gunther, del Cut Bank Animal Shelter nel Montana, ha spiegato come d’inverno le temperature si abbassino molto e il vento costante spaventi gli animali. Per tenerli calmi si è provata la radio, ma le hit del momento così come il parlato non sembrano aver sortito l’effetto sperato. Con la musica del Rescue Animal MP3 Project, tuttavia, “la differenza è stata drammatica”. Le calde note delle composizioni classiche, infatti, attirano l’attenzione di cani e gatti, tanto che in molti rimangono accucciati di fianco agli altoparlanti per tutto il tempo della riproduzione. Non vi sono al momento studi scientifici che spieghino perché le 30 ore di registrazioni dell’MP3 Project abbiano un effetto così immediato sugli animali. Qualche evidenza, tuttavia, è emersa da una ricerca della Colorado State University del 2012, che ha svelato come i cani siano meno propensi ad abbaiare quando sentono Mozart, Beethoven e la classica in generale.

Un sondaggio su 500 rifugi che già usano il metodo Fisher ha confermato la soddisfazione delle strutture, con rumori e comportamenti da stress ridotti di circa la metà. Il sistema, che si avvale di lettori MP3 da installare nelle gabbie, si basa completamente su donazioni e raccolte fondi.

2 ottobre 2015
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