Non ha retto all’ingestione di oltre 915 piccole monetine, né a un intervento urgente per salvarle la vita. È questo il destino di una famosa tartaruga thailandese, uccisa dall’abitudine dei turisti di gettare denaro nel piccolo specchio d’acqua in cui abitava da oltre 25 anni. Inutili i tentativi dei veterinari, le condizioni dell’esemplare risultavano infatti troppo compromesse.

La tartaruga, ribattezzata “salvadanaio” per le sue singolari abitudini alimentari, viveva in un piccolo stagno nei pressi della stazione di Sriracha, nella provincia di Chonburi. Passanti e turisti sono soliti gettare piccole monete nello specchio d’acqua, come rituale di buona fortuna nella speranza i loro desideri vengano esauditi, ma questo comportamento ha danneggiato irrimediabilmente la salute dell’esemplare acquatico. La tartaruga, infatti, ha negli anni ingerito grandi quantitativi di metalli, fino al decesso. Un fatto drammatico, se si considera come la morte sia sopraggiunta a soli 25 anni, mentre questi animali possono superare facilmente i 100.

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Trasportata presso il centro veterinario della Chulalongkorn University di Bangkok, al peggioramento delle sue condizioni di salute, gli esperti hanno sottoposto l’animale a un delicato intervento chirurgico, per la rimozione di oltre 5 chilogrammi di monete. Tuttavia, nonostante una seconda operazione, la tartaruga non ha retto le conseguenze già da tempo evidenti sul suo fisico: oltre a numerose infezioni, infatti, l’esemplare presentava grandi quantità di metalli pesanti in circolo nel sangue.

A contribuire alla già claudicante salute, anche la mancanza di movimento per l’affamata tartaruga. Dovendo trasportare un peso non indifferente, dovuto all’elevato numero di monete intrappolate nel suo stomaco, l’animale faticava anche a compiere pochi passi o a concedersi una breve nuotata, tanto da rimanere stanziale nello stesso punto per la maggior parte delle ore della giornata. Nel frattempo, le autorità pubbliche sembrano non essere intenzionate a sostituire la piccola con un’altra rappresentante nel medesimo stagno, per paura di conseguenze analoghe date dalle leggerezze dei turisti.

21 marzo 2017
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