Conosciuto come Frank e Louie, oppure anche Frankenlouie, il gatto con due volti è morto questa settimana, dopo 15 anni di lunga vita. La sua incredibile particolarità gli aveva concesso l’ingresso nel libro del Guinness dei Primati, proprio per questo doppio muso felino, tanto da rimandare alla mitologia romana e al dio Giano. Una divinità appunto nota per la sua raffigurazione con due volti, uno rivolto verso il futuro e uno verso il passato. Una curiosità anche evidenziata dalla rarità dell’evento, come sottolineato da Leslie Lyons dell’Università del Missouri, parte integrante del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Chirurgia nonché specializzato in genetica felina.

Casi come quelli di Frank e Louie sono piuttosto atipici, forse frutto di malformazione o variazione genetica. Di certo è ancora più anomala la sua longevità, con i suoi 15 anni di lunga vita, in particolare in un gatto di razza pura Ragdoll. Di sicuro la bifrontalità non è tipica solo dei gatti, in natura tanti i casi di animali con due musi e due espressioni. Nel caso di FrankenLouie la presenza di un solo cervello, l’assenza del raddoppiamento degli organi e la mancanza della mascella inferiore hanno permesso al micio di sopravvivere. Al contrario, due esofagi e due mandibole avrebbero rallentato il processo di nutrizione e crescita, quindi impossibilitato la respirazione.

In natura il gatto Giano non sempre sopravvive, perché rifiutato dalla madre, ma in questo caso la proprietaria Louie Marty Stevens ha scelto proprio questo piccolo e curioso micetto per impedire che venisse soppresso. Allevandolo e nutrendolo personalmente fino a tre mesi di età, cibandolo tramite intubazione e garantendogli una vita lunga e felice a prescindere dalla difficoltà. Come racconta la stessa donna, il felino ha sempre dimostrato una buona salute, fino al giorno dell’ultimo Ringraziamento, quando gli sono stati somministrati alcuni fluidi. Dopo aver constatato l’assenza di miglioramenti, ha deciso per condurre Frankenlouie presso il centro veterinario dove era nato, dove la condizione è peggiorata fino alla scelta di sopprimerlo probabilmente a causa di un tumore terminale. Nonostante gli sforzi e l’impegno richiesto, la proprietaria sarebbe pronta a intraprendere di nuovo questo percorso.

9 dicembre 2014
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