È diventato famoso sul Web per il suo peso record, tanto da guadagnare il nome di Buddha per il suo aspetto tondeggiante e serafico. Il gatto più grassottello della Rete – ben 14 chili di peso – è purtroppo venuto a mancare da poche ore: scompare da giovane, solo 6 anni d’età.

Diventato famoso per la sua fame incontentabile, ma anche per i tentativi e l’impegno nel perdere peso, Buddha è mancato per un arresto cardiaco. Di recente al micio era stato diagnosticato un difetto congenito al cuore che, di fatto, ne aveva rallentato il processo di dimagrimento e i suoi allenamenti quotidiani per perdere peso.

La storia di Buddha è salita agli onori della cronaca la scorsa estate: venuto a mancare il suo proprietario, il gatto è stato preso in carico da un rifugio di Nashville, dove è partita una campagna virale per aiutare il gattone a perdere tutti i chili di troppo. Una vicenda simile a quella di Obie, il cagnolone obeso che – proprio grazie all’amore della sua nuova proprietaria e all’aiuto dei social network – in meno di un anno ha ritrovato il suo peso forma. Penny Adams, una delle volontarie che si è presa cura di Buddha, così commenta:

Ero preoccupata che potessero sopprimerlo sia per la sua età che per i suoi bisogni speciali o che venisse adottato da qualcuno che non fosse pronto a provvedere alla sua salute.

Il programma e la dieta pensata per il micione stavano dando ottimi risultati: una perdita pianificata nel tempo per perdere all’incirca due chili al mese. Il tutto con un alimentazione quotidiana, lunghe passeggiate e ginnastica dolce per non arrecare danno alle sue zampette e alle sue articolazioni già provate dal grasso in eccesso. Fra le tante curiosità, anche delle corse in acqua su uno speciale tapis roulant.

Un controllo veterinario ha però svelato la presenza di un difetto al cuore, di cui è stato difficile fare previsioni: il gatto avrebbe potuto tranquillamente raggiungere la vecchiaia così come incontrare una morte prematura. Proprio per la natura precaria della patologia, gli esercizi si sono fatti meno frequenti. Ma il peso del felino ha messo a dura prova le già delicate vene e arterie, finché non vi è stato più nulla da fare.

Adorava passare le sue giornate guardando gli uccelli e amava i suoi giocattoli. Era un gatto davvero speciale e un’ispirazione per le tante persone al mondo che lottano ogni giorno per perdere peso. La mia speranza è che non sia morto invano e che i proprietari prendano seriamente il problema dell’obesità felina.

10 dicembre 2013
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