Non giungono buone notizie sul conto del rinoceronte bianco settentrionale, una delle specie più a rischio sulla Terra. Pochi giorni fa è purtroppo scomparso un altro esemplare, lasciando così la popolazione mondiale ridotta a solamente quattro esemplari. E salgono le preoccupazioni a livello internazionale: sarà possibile salvare questo rarissimo animale?

È la seconda morte in pochi mesi per la famiglia del rinoceronte bianco settentrionale: da sei rappresentanti di fine 2014, si è passati ai quattro attuali. Nabiré, una femmina di 31 anni ospitata in uno zoo della Repubblica Ceca, è infatti deceduta a causa della rottura di una ciste. Dei quattro esemplari rimasti in vita, solo uno è di sesso maschile: Sudan, un rinoceronte ospitato in Kenya e monitorato 24 ore su 24 da guardie armate per scongiurare il pericolo bracconieri.

I rinoceronti bianchi settentrionali sono una delle specie da sempre a rischio d’estinzione. Il loro numero è vertiginosamente crollato a causa dell’uomo, sia per la riduzione degli habitat naturali, che per le intense attività di bracconaggio. L’Ol Pejeta Conservancy, dove l’esemplare Sudan è ospitato insieme a due femmine, spiega come all’inizio degli anni 2000 fossero solo 12 gli esemplari in vita e in libertà nella Repubblica del Congo. Dal 2007 di questi rinoceronti non si ha traccia e si presume, di conseguenza, siano deceduti.

Gli sforzi per la sopravvivenza, inoltre, sono anche resi più difficoltosi per le caratteristiche degli animali. Najin e Fatu, le due compagne di Sudan, sembra infatti non possano più essere ingravidate per limiti d’età. Nola, la quarta rappresentante ospitata nello zoo di San Diego, potrebbe essere anch’essa troppa adulta per la riproduzione, così come riporta Live Science. La scomparsa di Nabiré peggiora ulteriormente le prospettive: affetta da cisti uterine, e quindi non idonea alla gravidanza, era stata indicata per un programma di raccolta degli ovuli e fecondazione artificiale, per poi impiantare l’ovulo fecondato nel grembo di un rinoceronte meridionale. Sempre Live Science spiega come, a seguito della morte improvvisa, i ricercatori hanno estratto e congelato le ovaie dell’animale, nel tentativo di poter raccogliere del materiale genetico prezioso. Le speranze non si sono quindi ancora spente, anche se quella in corso appare come una vera corsa contro il tempo.

31 luglio 2015
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